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7 feb

Roma, la Capitale ospita l’arte controversa e scandalosa di H.R. Giger

È stato uno degli artisti più controversi e scandalosi della storia dell’arte contemporanea. Di lui Ridley Scott ha detto: “Gli ho dato un’occhiata e non sono mai più stato sicuro di qualcosa in vita mia”. È H.R. Giger, vincitore nel 1980 del premio Oscar per Alien. Considerato il padre del surrealismo biomeccanico ha inventato un’arte in cui forme organiche e inorganiche si fondevano in creature biomeccaniche. Il New York Times lo ha descritto così: “L’arte di Giger è una misteriosa miscela di bellezza erotica e ferocia”.

E proprio su H.R. Giger c’è attualmente la mostra “R-Rated” a Roma alla Artribù Contemporary Art Gallery (curata da Claudio Proietti per Art Gallery e realizzata in collaborazione con il museo Giger in Svizzera e da Carmen Marie Scheifele Giger che è la vedova dell’artista). L’esposizione doveva durare sino al 21 febbraio ma molto probabilmente sarà ulteriormente prorogata visto l’interesse del pubblico. E’ come se Roma avesse improvvisamente scoperto la sua idea artistica di un futuro alternativo e inquietante.

Quella che si può visitare alla galleria Artribù è un vero e proprio viaggio onirico composto di ventiquattro opere. E’ la prima volta in 30 anni che sono esposte, in una mostra commerciale, tanti lavori dell’artista. Hans Rudolf Giger ha studiato architettura e disegno industriale a Zurigo. I suoi quadri venivano spesso prodotti in grandi formati e rappresentano la fusione tra uomini e macchine.

Ecco il perché della definizione “biomeccanico”. Tra le sue opere più note c’è il dipinto Necronom IV, che ha ispirato l’aspetto degli alieni del film di Ridley Scott. H.R. Giger ha collaborato spesso anche con il mondo della musica. Ha disegnato, tra le altre, la copertina dell’album Brain salad

surgery degli Emerson Lake and Palmer e quella di Koo koo di Debbie Harr. A partire dalla prima metà degli anni novanta, Giger ha iniziato a lavorare al Museum H.R. Giger, una casa-museo realizzata all’interno del medioevale castello di St. Germain, nel borgo di Gruyères (Svizzera) e ufficialmente aperta il 20 giugno del 1998. In occasione dell’anniversario della sua scomparsa, avvenuta nel 2014, il museo ha ricevuto 6 mila visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

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