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16 mag

Roma, la frammentazione sociale secondo l’Istat: “Aree popolari a rischio degrado”

Presentato il rapporto dell’Istat 2017: uno studio basato su nove famiglie tipo utili a riassumere i comportamenti dei 25 milioni di nuclei familiari italiani. All’interno del lavoro dell’istituto nazionale di statistica è presente un approfondimento sulle tre principali città di Nord, centro e Sud Italia: Milano, Roma e Napoli. Dallo studio dell’Istat che vuole vedere: “Come le diseguaglianze sociali si situano nello spazio urbano” emergono alcuni caratteri comuni alle tre città.

Il primo è rappresentato da: “Una perdita progressiva dei confini tra centro e periferia. Un processo spaziale derivante dal quadro evolutivo della struttura sociale urbana e perturbana in cui agli insediamenti preesistenti si sommano nuove tipologie di abitanti”. Il secondo elemento comune tra le tre città è: “L’assenza di periferie uniformi e di segregazione residenziale dei gruppi più disagiati. Non emerge cioè un modello insediativo caratterizzato da grandi aree distinte dalla presenza esclusiva di specifici gruppi sociali”. Secondo l’Istat: “Questa porosità tra aree e gruppi diversi rappresenta un elemento di forza nella prospettiva dell’integrazione sociale, ma anche una possibile fonte di conflitti”. La terza caratteristica che accomuna Roma, Milano e Napoli è: “La presenza di aree compatte caratterizzate da una decisa presenza di profili medio-alti”.

E a Roma emerge una decisa frammentazione sociale. Lo segnala l’Istat nel rapporto annuale osservando che nel centro storico prevalgono le aree residenziali a profilo medio-alto (38,9% della popolazione), mentre, appena fuori dai municipi centrali, si riscontra una

base insediativa caratterizzata da aree del ceto medio e della popolazione anziana (rispettivamente il 34,3 e il 17,2%).

In questo mosaico le aree popolari a rischio di degrado (dove risiede l’8,1% della popolazione), in cui convivono differenti tipologie di disagio sociale ed economico, si affiancano alle aree popolari con famiglie giovani in affitto (1,6% della popolazione). Entrambe le aree risultano, per la maggior parte, espulse ai confini del perimetro urbano comunale.

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