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18 feb

Roma, la gaffe della tassa sulle processioni. Il IV municipio si scusa coi parroci

I parroci sul piede di guerra, il Vicariato in allarme, i fedeli indispettiti e il Comune in imbarazzo. Il pasticciaccio del Tiburtino ha origine dal fax partito lo scorso giovedì dagli uffici del municipio IV a guida M5S: “Da quest’anno per le processioni pasquali si paga l’occupazione di suolo pubblico”. Davanti alla tassa sulla preghiera, alla richiesta di 70 euro più 16 di bollo, i sacerdoti hanno preso carta e penna e scritto alla presidente Roberta Della Casa.

Lettere di fuoco, come quella firmata da don Fabrizio Biffi della parrocchia San Fedele di Sigmaringa: “Magari potreste pensare a una tassa sulla presenza del tabernacolo dentro la chiesa. Una bella tassa sulla fede. Con una tariffa per ogni Padre Nostro o Ave Maria “. Letta la missiva, la minisindaca ha dovuto ammettere la gaffe e innestare la retromarcia, puntando il dito contro i funzionari municipali: “Abbiamo avviato un’indagine interna. Il regolamento comunale è lo stesso dal 2002 e prevede l’occupazione di suolo pubblico per le feste patronali. Non certo per le processioni. C’è stato un malinteso, stiamo verificando”.

La replica è arrivata appena in tempo per evitare l’incidente diplomatico: don Biffi, inviperito, aveva già informato il Vicariato. Poi la risposta della presidente Della Casa ha fatto rientrare il caso. Ma non i malumori dei fedeli. Ieri, davanti alla chiesa in via Mesula, una traversa di via di Pietralata, i credenti erano già sul punto di organizzare una manifestazione di protesta. Irene Marusco, giovane parrocchiana, era incredula: “Siamo ai confini della realtà. Siamo tutti rimasti di stucco. Nel nostro municipio ci sono solo piccole chiese, che fastidio daranno i cortei di Pasqua? Il Comune deve rimpinguare le casse?”. Massimo Tuninetti, invece, interviene a

giochi fatti: “Faranno pagare pure l’attraversamento pedonale? Bene il passo indietro del municipio, ma resta la gaffe”.

Uno scivolone che Emiliano Sciascia, ex presidente piddino della circoscrizione e oggi consigliere, non manca di sottolineare: “Sembra che la minisindaca fosse all’oscuro del fax mandato ai parroci, quindi scarica tutte le responsabilità alla parte amministrativa. Questo testimonia la totale mancanza di guida politica del M5S”.

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