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26 set

Roma, la libraia di Garbatella che sfida la crisi con l’aiuto dei social network

“È stato il colpo di fortuna della mia vita, un segno del destino”. Gli occhi di Alessandra Di Gregorio, 25 anni, diplomata al liceo classico, s’illuminano per l’emozione quando parla della sua libreria. “La tana del libro” è il nome che ha scelto per il negozio: l’ha inaugurato mercoledì scorso alla Garbatella, il quartiere dove vive e da cui non vuole allontanarsi. Quella libreria esiste da quarant’anni. Ma Renata, la precedente proprietaria, già da un anno aveva deciso di andare in pensione e di cederla: a una condizione, che non venisse trasformata in altra attività commerciale. Ma non è stato facile. L’ultima delle proposte che ha rifiutato pretendeva di trasformare i locali in una parafarmacia. Finché Renata ha incontrato Alessandra.

“Da tempo volevo chiedere alla signora di assumermi, ma non trovavo il coraggio di farlo. Poi, quando ho sentito dire che cedeva l’attività, ho capito che era arrivato il momento di agire. I libri sono la mia passione. Aprire una libreria è quello che sin da piccola avrei voluto fare”. Per un periodo Alessandra ha affiancato la titolare per imparare il mestiere: “Renata è un punto di riferimento. Mi ha insegnato e aiutato, soprattutto con i clienti. Alcuni sono diventati suoi amici, era importante che fosse lei a presentarmeli perché riuscissero a fidarsi di me”. Già, mantenere i vecchi clienti è un passaggio fondamentale. Gestire una piccola libreria indipendente in un periodo in cui persino esercizi storici chiudono, è un’impresa coraggiosa.

Per completare il passaggio di proprietà, Alessandra ha dovuto superare una serie di ostacoli burocratici e presentare molti documenti. E sostenere un investimento personale cospicuo. La sfida comincia adesso cha la libreria è tutta sua. “Non mi sembra ancora vero, paure e preoccupazioni non mancano”. La concorrenza delle grandi catene è spietata: “Noi piccoli siamo penalizzati. I fornitori ci consegnano poche copie dei libri, costringendoci a fare prenotazioni continue senza poter disporre di scorte in negozio. Però sono convinta di poter offrire ai clienti un servizio migliore: aiuto e consiglio chi entra nella mia libreria, c’è un rapporto umano che nei grandi negozi non esiste. E poi la mia clientela è composta per la maggior parte da anziani che non possono spostarsi, per loro avere la libreria sotto casa è importante”.

Il prossimo obiettivo di Alessandra è quello di attirare i giovani. Perciò pensa a iniziative come presentazioni di libri, promozioni, campagne sui social network. Non solo. Vuole introdurre la vendita di articoli di cancelleria, testi scolastici,

usato. L’intraprendenza non le manca. “Ci vorrebbe un po’ più di tutela da parte dell’amministrazione per garantire al negozio maggiore visibilità. Spesso la mia vetrina e la mia insegna sono coperte dalle bancarelle che vi sostano di fronte. Se poi su quei banchi si vendono gli stessi libri che tengo io, ma a prezzi stracciati, è un guaio”. Il sorriso di Alessandra si smorza, ma si riaccende un istante dopo: “Entra un cliente, devo andare”.

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