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19 mar

Roma, la preside del liceo Newton annulla l’incontro con il trans

Di tutti gli incontri previsti, è saltato solo quello con un famoso youtuber e transgender. Siamo al liceo Newton, in viale Manzoni, tra il Colosseo e San Giovanni. A partire da oggi lo scientifico ha in programma corsi di didattica alternativa e incontri con personalità del mondo dell’informazione, rapper e personaggi del web. Tra questi ci sarebbe dovuto essere anche “Trans Acceptance”, un appuntamento con Richard Thunder, all’anagrafe Richard Bourellu, “transgender FtM, attivista LGBTQIA+, antisessista e appassionato di tutto quello che è sociologia e Giappone”, scrive il ragazzo, che tra l’altro è vicepresidente nazionale di Azione Trans, sulla biografia del suo canale YouTube, che conta circa 8mila iscritti. “Il mio scopo è quello di aiutare a comprendere a chi è dentro e fuori la comunità arcobaleno le varie sfumature presenti all’interno di essa, ma soprattutto sensibilizzare all’accettazione di ogni individuo”, prosegue. Eppure ieri,a poche ore dall’incontro programmato per questa mattina con gli alunni del Newton, Thunder riceve una email dalla preside Ivana Uras, che lo avvisava della cancellazione dell’evento. “Per problemi tecnici”, gli ha scritto la dirigente.

Una notizia che poco è piaciuta sia agli studenti che al ragazzo, che non è la prima volta che parla a una platea di ragazzi (più o meno suoi coetanei: ha 23 anni). In un articolo su Il Tempo, la preside ha parlato del giovane come un ex consumatore di droghe ed ex carcerato, forse scambiandolo con un rapper che oggi ha incontrato gli alunni. “Mi ritengo offeso da quanto accaduto” spiega Richard Thunder- Bourellu “non ho mai fatto uso di droghe, non sono mai stato in carcere, né ho precedenti penali. Ho dato formale mandato ai legali dell’associazione di querelare la preside. Tengo a precisare – aggiunge – che la mia convocazione all’incontro era mirata esclusivamente al mio ruolo nell’associazione che dirigo e come blogger trans”.

Si augura che la preside Uras chieda scusa, Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center: “Non si può precludere agli studenti una possibilità di confronto su temi che aprono al contrasto delle discriminazioni e del bullismo. In alternativa, siamo disponibili già da oggi ad organizzare l’incontro con Richard Bourelly e gli studenti del Newton presso la nostra sede a Roma”. “Assolutamente nessuna discriminazione – ribatte decisa la dirigente scolastica – L’evento è stato deciso all’ultimo, ero favorevole all’incontro, ma gli studenti hanno sbagliato la modalità per presentarmelo: avrei voluto parlare col ragazzo per concordare la struttura dell’evento. Non so se alcuni genitori sarebbero stati contrari, ma i temi del mondo arcobaleno sono stati discussi tante altre volte a scuola. Siamo una scuola aperta a tutti e antirazzista”.

La considerano una sconfitta, i rappresentanti d’istituto del liceo Newton, che hanno presentato il documento coi corsi una settimana fa: “La didattica flessibile è un momento dedicato a noi ragazzi e gestito da noi studenti, dove, entro determinati limiti, ognuno può e deve essere libero di esprimere ed esporre le sue passioni, i suoi interessi e soprattutto dove può liberamente essere se stesso, per poter fornire esperienze formative di ogni tipo. Nessun corso è obbligatorio, ogni ragazzo può scegliere dove andare, cosa imparare e chi stare a sentire. Ognuno ha il diritto di seguire i corsi presenti nel programma, approvato dalla dirigenza, e per nessun motivo questo diritto deve essere negato. Nessuna minoranza deve essere esclusa, per nessun motivo”.

Si accodano anche dalla Rete degli Studenti Medi di Roma: “Riteniamo quanto accaduto una grave limitazione della libertà di espressione degli studenti che, pur avendo concordato tempi, temi e modalità diversi giorni prima con la Dirigenza, si vedono sospendere un corso a poche ore dall’inizio perché tenuto da un noto youtuber transgender che

avrebbe parlato della sua esperienza personale. Questi momenti sono centrali nella formazione degli studenti durante il loro percorso scolastico, la soppressione di parte dell’iniziativa messa in atto dai ragazzi è per noi inspiegabile”. Così il liceo Newton torna sotto ai riflettori solo dopo qualche mese: a novembre il Tribunale dei Minori aveva valutato gli episodi di bullismo, minacce e umiliazione che nel 2015 erano stati diretti a uno studente di 14anni”.

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