Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
23 giu

Roma, la protesta dei centri anti-violenza: “Aumentano i femminicidi e noi rischiamo di chiudere”

In piazza per dire no alla chiusura del servizio Sos donna e dei centri anti-violenza. Protesta sotto il Campidoglio di diverse associazioni. Tra gli striscioni portati in piazza ‘Le strade libere le fanno le donne che le attraversano’, ‘Guai a chi ci tocca’, ‘La violenza contro le donne è un crimine’, ‘Chiudere Sos Donna uguale omissione di soccorso’, ‘Il sangue delle donne è nelle case e sulle strade. No alla chiusura dei centri antiviolenza’.

“Un vero e proprio attacco”. “Sono numerosi i centri antiviolenza che a Roma offrono un servizio a copertura di carenze di questa città” dice Dalila Novelli, presidenta onoraria di Assolei dal 1993 operante sul territorio di Roma. “A fronte di tanti femminicidi ci troviamo di fronte ad un vero e proprio attacco da parte del Comune di Roma che sta inviando alle associazioni lettere per riappropriarsi di beni che ci hanno assegnato per la nostra funzione sociale”.

“Impedire la chiusura”. “Siamo qui in piazza del Campidoglio per chiedere alla nuova sindaca con la sua sensibilità di donna di agire sia sul pregresso che sul futuro, per impedire la chiusura dei centri antiviolenza sulle donne. Anche dal punto di vista della tempistica – continua la Novelli – c’è una certa urgenza e chiederemo un incontro sia alla sindaca che ai consiglieri, uomini e donne”.

“Liberate i locali”. Il problema che lamentano le donne in piazza riguarda le lettere che le associazioni hanno ricevuto in questi giorni, in particolare per lo sportello SosDonna h24: “Abbiamo ricevuto lettere – spiega ancora – in cui ci chiedono di liberare i locali e ci chiedono i soldi arretrati per adeguare le tariffe al prezzo di mercato; noi paghiamo 220 euro di affitto al mese e ne vogliono 1000:dal 2012, per un totale di circa 40mila euro. Ora dobbiamo presentare una memoria, entro il 30 giugno, per dimostrare che siamo un’associazione senza fini di lucro e poi abbiamo tre mesi per presentare ricorso al Tar”.

Cori e coperchi. In piazza si vedono anche alcuni cartelli, su uno di questi si legge: “Denunciamo la chiusura del servizio Sos donna. Raggi che vuoi fare?”. Le manifestanti hanno iniziato a intonare alcuni cori e sbattere i coperchi delle pentole per “fare caciara e dire alla Raggi che non ce ne andremo dalla piazza”.

Aumento dei femminicidi. Interviene sulla questione anche Celeste Costantino, deputata di Sinistra Italiana: “E’ incredibile che a fronte all’aumento dei casi di femminicidio a Roma rischi di chiudere SosDonnaH24, un servizio accessibile H24” ha detto la parlamentare. “Oltretutto fiore all’occhiello delle politiche sociali della città grazie al quale 1934 donne hanno beneficiato di un percorso di fuoriuscita dalla violenza che subivano insieme ai loro figli.

“Nessuna interruzione”. Mentre altri servizi – BeFree (Centro antiviolenza Donatella Colasanti e Maria Rosaria Lopez), Telefono Rosa (Casa internazionale dei diritti umani delle donne) e Ceis-Don Picchi (Casa di Semiautonomia Il Giardino dei Ciliegi), non si vedranno prorogare i termini, nonostante i fondi siano stati già messi a bilancio dal Comune di Roma e quindi disponibili. Il neosindaco di Roma, Virginia Raggi, intervenga immediatamente. Un servizio pubblico come quello svolto dai centri antiviolenza non deve mai essere interrotto”. Celeste Costantino è anche promotrice della proposta di legge sull’introduzione dell’educazione sentimentale come strumento contro il femminicidio e la violenza di genere.

I labirinti burocratici. “Le istituzioni” continua la parlamentare di SI “non dovrebbero mai mettere in discussione la funzione imprescindibile di prevenzione e sostegno svolta sui territori dai Centri antiviolenza. Ma i labirinti burocratici e i contenziosi tra amministrazioni locali e nazionali non vogliono sentire ragioni. La mancanza di una direttiva attuativa di un decreto legislativo sui contratti di concessione

e appalti pubblici, prosegue Costantino, mette a rischio chiusura i servizi romani. In questi anni abbiamo assistito al taglio dei fondi, a piani emergenziali e mappature senza criteri dei Centri antiviolenza in tutta Italia da parte del governo nazionale. Oggi a Roma, nonostante esistano i fondi, di punto in bianco tre realtà importanti dovrebbero fare i bagagli e sospendere i loro servizi, il tutto a discapito delle donne. Raggi intervenga”, conclude Costantino.

es_ES
it_IT
en_US