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7 mag

Roma, la questura chiude il Dal Verme e il circolo Arci chiede aiuto ai soci su Facebook

“Con un incredibile dispositivo della questura di Roma apprendiamo di essere diventati un problema di ordine pubblico meritevole di chiusura immediata ai sensi dell’art. 100 del Tulps”. Sulla pagina Facebook del Circolo DalVerme, al Pigneto, è apparso il 6 maggio un lunghissimo post – dal titolo “La storia si ripete…” – che denuncia la decisione del prefetto di Roma di chiudere il centro Arci. Le stesse parole compaiono sul sito dell’associazione culturale, che propone eventi artistici, musicali e apertivi. Il punto citato del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza recita: “Il questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica ed il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

“Un’accusa infamante – continua la nota sul social network – che assimila la nostra associazione di promozione sociale e tutti i soci che ne fanno parte a forme gravissime di illegalità quali narcotraffico, associazione criminale, sfruttamento della prostituzione, eversione, traffico di armi”. Il circolo passa poi dalle parole ai fatti, chiedendo aiuto ai soci e frequentatori dei loro locali, che hanno subito risposto all’appello condividendo il post quasi duemila volte e scatenandosi anche su Twitter con l’hashtag #riapriamoildalverme. E i gestori del circolo propongono poi di inviare – in massa – delle mail di protesta agli indirizzi delle autorità commissariali del comune di Roma.

La battaglia, come appare dalla chiusura del post “To be continued…”,

è appena cominciata. Il primo raduno è già stato organizzato, in un altro luogo – il 30Formiche – la sera dell’8 maggio, dove “elaboreremo tutti insieme le strategie di risposta concreta e di comunicazione”. Dopo la protesta, anche lo svago, con un concerto della Fuzz Orchestra perché è importante andare avanti “anche con le attività e i contenuti che ci hanno portato ad essere quello che siamo”.

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