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22 mag

Roma, la Regione: “Le spese per le Rsa detraibili dalle tasse”

Sarà una voce in più per alleggerire le tasse. Le spese sostenute dalle famiglie per le Rsa, le Residenze sanitarie assistenziali, potranno infatti essere detratte fiscalmente grazie a una nuova delibera regionale. La delibera è stata in realtà firmata qualche giorno fa, ma il via ufficiale all’iniziativa della Regione l’ha data, annunciandola ieri, il governatore del Lazio a margine della visita al nuovo reparto Dialisi dell’ospedale Pertini. “Già da quest’anno le spese sostenute dalle famiglie per le Rsa potranno essere detratte dalle tasse”, ha spiegato Nicola Zingaretti, “si apre quindi una grande opportunità di risparmio per le famiglie che hanno parenti dentro le Rsa ed è un elemento di giustizia sociale”.

Tecnicamente si potranno detrarre o dedurre fiscalmente nella dichiarazione dei redditi i costi sostenuti per gli ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali per gli anziani. In più dal prossimo anno la voce sarà anche inserita nei moduli precompilati dei 730. Per la Giunta regionale metà del costo della retta è determinato dalle voci legate all’assistenza sanitaria e dunque quella parte, secondo norme nazionali, potrà essere portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi tramite le attestazioni del pagamento delle rette rilasciate da chi gestisce le residenze.

Un provvedimento “attraverso il quale restituiamo all’assistito o a un suo familiare il diritto di poter dedurre o detrarre una parte della spesa fiscale ai fini Irpef secondo quanto previsto dalla normativa statale”, ha poi rimarcato il presidente della Regione. Mentre l’assessore regionale al Bilancio, Alessandra Sartore entrando nel particolare ha rimarcato: “Quello che

prevediamo è un meccanismo di finanziamento per l’accesso agevolato per chi usufruisce delle Rsa che garantisca sostegno ai soggetti meritevoli di particolare capacità contributiva e assicuri equilibrio e sostenibilità di bilancio dei Comuni e della Regione”. Il prossimo passo sarà l’innalzamento della soglia “di compartecipazione sociale – ha ricordato Sartore – da 13.000 euro fino a 20.000 “con le necessarie modifiche normative”.

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