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20 feb

Roma, l’addio di Trony chiusi otto store. Ipotesi Euronics

La crisi del commercio a Roma colpisce anche i grandi marchi e la prima vittima nel 2017 è la catena di elettrodomestici Trony, che nella capitale contava otto punti vendita. Tutti chiusi, anche la sede di Ponte Milvio aperta il 27 ottobre 2011: quel giorno decine di migliaia di clienti in fila fin dalle prime luci dell’alba bloccarono l’intero quadrante nord della città, con tanto di lettera di scuse dell’amministratore Alessandro Febbraretti e risarcimento al Comune di 110mila euro.

Ora a chiudere i battenti sono anche gli store del marchio Trony di Euroma2, Vigna Clara, Bufalotta, Cinecittà, Tiburtina, Appio, Romanina: in tutto 180 dipendenti ora sono a casa senza stipendio né alcuna forma di sussidio, in attesa di conoscere il proprio destino. L’addio di Trony arriva lo scorso 13 febbraio, quando il tribunale di Roma decreta il fallimento di Edom spa, società dell’imprenditore Alessandro Febbraretti, che nella capitale detiene la licenza del marchio: ma la crisi viene da lontano.

Nel 2015 la Edom deve rientrare da un debito di oltre 100 milioni e chiede al tribunale l’apertura di un piano per evitare la chiusura; a dicembre mette in mobilità 80 dipendenti e nel 2016 arriva negli uffici di Edom in via Luigi Schiavonetti, la proposta del gruppo Nova, proprietaria del marchio Euronics, per rilevare cinque degli otto store di Trony per oltre 30 milioni. Ma a dicembre del 2016 i creditori di Edom, tra cui l’Agenzia delle Entrate, non approvano il piano di rientro e il destino della società è segnato.

Le vendite non sono sufficienti per salvare gli otto store, che nel 2013 avevano segnato un fatturato record di oltre 100 milioni: la crisi però continua a mordere e gli affari calano a meno di 70 milioni nel 2016. Intanto il 31 gennaio scade l’offerta di Euronics e il 13 febbraio il tribunale decreta la fine di Edom e affida la società ai curatori fallimentari. Che ora lavorano per salvare i posti di lavoro e rimettere in piedi gli otto punti vendita. Le offerte non mancano: i curatori potrebbero riprendere in mano la proposta di Euronics, che rimane la più concreta e veloce per rilevare la società e richiamare i lavoratori. “Siamo in dirittura d’arrivo – spiegano i dipendenti di Edom in una nota – l’augurio è che non ci siano ingerenze che rischiano di compromettere una situazione delicata che coinvolge centinaia di famiglie”.

Gli store più importanti sono a Euroma2 con 35 addetti, Ponte Milvio con 27, Appio con 25. Non solo: a rischio sono anche dieci impiegati amministrativi e otto tra magazzinieri e trasportatori. A seguire la vicenda fin dall’inizio è il consigliere regionale Michele Baldi. “Aspettiamo con rispetto la decisione dei curatori – spiega – ciò che conta adesso è la salvaguardia e la continuità del posto di lavoro per tutti”.

La chiusura di Trony è anche la crisi del commercio a Roma, soprattutto delle piccole botteghe a conduzione familiare. L’allarme arriva da Confesercenti e riguarda il boom dell’abusivismo e di attività legate a economia di sussistenza: secondo gli ultimi dati, nel 2016 almeno 2.500 negozi hanno

chiuso i battenti e 10mila sono abbandonati, con una perdita di oltre ottomila posti di lavoro. Non solo: su un totale di oltre 60mila locali, almeno il 25% cambia gestione dopo appena un anno di vita e le attività abusive, tra bed & breakfast e ambulanti, sono almeno 20mila. “Roma potrebbe vivere di commercio e turismo – spiega Valter Giammaria, presidente di Confesercenti – ma non c’è rispetto delle regole e questo crea insicurezza e precariato”.

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