Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
18 mag

Roma, L’appello degli archeologi: “Aprite le visite alla caserma ma non smontatela”

UN referendum consultivo in cui siano i romani a valutare, sulla base di costi e tempi previsti, l’opportunità di realizzare o meno la stazione della Metro C Amba Aradam. E quel le successive nel centro storico. A lanciare l’idea è Salvo Barranno, presidente dell’Associazione nazionale archeologi, e candidato pd all’assemblea capitolina. “Dopo la scoperta dei castra di Amba Aradam stiamo ascoltando diverse ipotesi, ma rimangono molti aspetti critici.

Dopo 45 varianti di progetto, un extracosto di 1 miliardo e un ritardo spaventoso, i cittadini hanno il diritto di essere consultati su ogni variante, anche perché quello che si sta verificando ad Amba Aradam potrebbe accadere in tutte le stazioni del centro, da piazza Venezia a Torre Argentina”. Per questo Barrano propone per l’immediato “barriere trasparenti e passerelle, per consentire a romani e turisti di visitare gli scavi” e per i prossimi mesi “un referendum consultivo tra cittadini e comitati di quartiere, anche online, per scegliere tra diversi scenari di cui si conoscano i costi di esecuzione per tutte le stazioni ancora da realizzare”. “Credo che la priorità sia avere al più presto la metro in funzione – conclude l’archeologo – anche se per questo si dovesse rinunciare ad alcune stazioni, se i costi o i rischi per il patrimonio fossero troppo alti”.

L’idea della Soprintendenza di smontare e rimontare le strutture antiche, “deve essere una extrema ratio ” osserva, invece, l’archeologo Andrea Carandini. “Se non ci sono alternative possibili per proseguire la metro, quella di Prosperetti è una soluzione che si può valutare – ritiene l’archeologo – ma devono essere i tecnici e gli esperti a decidere, non credo che un referendum sarebbe utile “. Più scettico l’ex soprintendente alle Antichità di Roma, Adriano La Regina: “Non ho visto ciò che è emerso dallo scavo di Amba Aradam, quindi

non posso giudicare il caso specifico. Ma, in generale, sono contrario alla rimozione e al riposizionamento di monumenti. Anche perché ci sono precedenti preoccupanti, come quello della Villa di Agrippina, rimossa per realizzare la rampa del Gianicolo, finita a pezzi e abbandonata”. Quindi, conclude La Regina, “si faccia una scelta considerando le priorità, sulla base dell’importanza dei ritrovamenti e della necessità di costruire la metropolitana”.

es_ES
it_IT
en_US