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1 feb

Roma, l’aut aut degli industriali: “Città ferma Raggi tragga le conseguenze”

“Roma è una città ferma, versa in una situazione di totale stasi e assenza di progetti: se continua così sarebbe impossibile giustificare un’inerzia di questo tipo e la stessa Raggi dovrà trarne le conseguenze “. Il grido d’allarme è di Filippo Tortoriello, presidente di Unindustria, l’associazione degli industriali romani e laziali che fanno capo a Confindustria: più che la richiesta di un passo indietro o dimissioni, gli industriali lanciano un Sos. “Siamo davvero preoccupati – spiega Tortoriello – da quando lo abbiamo detto sono passati più di duecento giorni, sufficienti per questo grido d’allarme “. Che non riguarda solo l’industria, ma si estende a tutta la città dai servizi pubblici alla mobilità. “Sul fronte Ama e Atac la situazione è drammatica. La metro di Roma è indecente, rifiuti e decoro sono fondamentali per la ripresa della città”. Il pensiero va alla crisi del lavoro e all’impoverimento del ceto medio: da Almaviva a Sky, gli esempi non mancano. “La decisione di Sky è stata associata anche alla mancanza di appeal di Roma. Qualcuno dice che se ci fossero state le Olimpiadi, Sky non sarebbe andato via”.

L’allarme degli industriali arriva a tre mesi di distanza dall’avviso dell’associazione dei costruttori: “Roma è ferma e in balìa di se stessa”, avevano detto all’assessore all’Urbanistica, Berdini. Tortoriello, un paio di mesi fa, ha avuto un incontro con Raggi sul futuro della città. “Una riunione positiva, con assonanza di vedute – spiega adesso – ma non ha avuto alcun seguito”. I progetti da sbloccare per rilanciare l’economia ci sono: lo stadio della Roma, la Fiera, le partecipate, il turismo. Eppure manca, secondo gli industriali, anche la programmazione per il futuro. E i risultati si vedono: secondo l’ultimo rapporto di ForumPa su sviluppo e sostenibilità in Italia, Roma è al 21esimo posto sempre più staccata da Milano, Bologna, Venezia. In sostanza, accusa Tortoriello, se non arriva una brusca inversione di tendenza dal Campidoglio le conseguenze si sentiranno in tutti i settori della città. “So che nel M5S non si vuole andare alla stasi totale – conclude – ma questo stato di abbandono sta già creando forti problemi”. A prescindere dalle note vicende giudiziarie. E sulla possibilità di un passo indietro, Tortoriello è chiaro: “Non stiamo chiedendo dimissioni, non vogliamo mettere in difficoltà la sinI puntidaca, ma sarebbe impossibile passare altri sei mesi in questa situazione”.

Intanto si corre ai ripari:

gli industriali stanno preparando, insieme alle altre associazioni e alla Camera di commercio, il progetto “Roma 2030-2050”, un piano di crescita sostenibile per i prossimi anni. Ma, senza la partecipazione del Comune, sarà difficile portare a termine il percorso verso il futuro. Anche per questo, Tortoriello lchiede un altro incontro a Raggi: “Il nostro non è un atteggiamento di chiusura, solo una richiesta molto forte per confrontarci e lavorare insieme”.

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