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2 giu

Roma, l’ordinanza “Sara era già stata aggredita da Vincenzo”. Il killer: “Un amico mi disse di dare fuoco all’auto del nuovo fidanzato”

“INNANZITUTTO contesto che si sia trattato di un gesto premeditato”. Comincia così l’interrogatorio che Vincenzo Paduano, in carcere per l’omicidio di Sara Di Pietrantonio, ha reso al gip Paola Della Monica che ne riporta ampi stralci nell’ordinanza di custodia cautelare.

Tredici pagine di interrogatorio che tracciano il quadro della bruttezza. Altri particolari. Non era la prima volta che Paduano aggrediva Sara. Era già successo il 21 e 22 maggio di fronte al nuovo ragazzo di lei. E Paduano era la macchina di lui che voleva distruggere e bruciare, gliel’aveva consigliato un amico. Sara aveva paura che lui potesse entrare nel suo profilo Fb. La confessione cambia forma, Paduano dice di non ricordare, dà la colpa all’uso di cannabis.

“Non saprei ricostruire perfettamente la scena – prosegue l’indagato -, ho dato una versione nei giorni scorsi, probabilmente ne darò altre. Mi sono state proposte delle ipotesi su come potrebbe essere andata la vicenda, io ne ho in mente varie, non so quale sia quella vera. Faccio uso di cannabis. Il quantitativo di stupefacente che mi è stato ritrovato ce l’ho da Natale e solo per mio uso personale. Non mi è chiaro quanto accaduto. Sono certo che non era un gesto premeditato perché mai avrei voluto farle del male”.

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A pochi giorni dall’assassinio di Sara Di Pietrantonio, strangolata e bruciata come la sua macchina dall’ex fidanzato l’ordinanza della gip conferma l’arresto dell’uomo, accusato dalla procura di omicidio volontario premeditato e stalking, ma lascia cadere l’accusa della premeditazione anche se la procura procede anche per questo capo d’imputazione.


Omicidio Sara, Paduano l'aveva già aggredita: "Non mi è chiaro quanto accaduto. Uso cannabis"

Sara Di Pietrantonio

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Ripete, più volte, di non essere un mostro. Di non averlo fatto intenzionalmente. Di aver perso la testa. “Paduano si è allontanato dal luogo in cui sono avvenuti i fatti e ha creato le condizioni per impedire che si potesse risalire alla sua presenza nei luoghi” continua il gip e assume rilievo la circostanza che il vigilante “abbia dapprima lasciato in ufficio il suo telefono cellulare e ciò al fine evidente di non essere ‘tracciabile’ e abbia, poi, lucidamente creato un’apparenza di normalità rientrando in ufficio, salutando il collega e poi rientrato a casa. Assume altresì rilievo il fatto che Paduano – spiega ancora il giudice – non abbia avuto neppure un attimo di ripensamento sia quando ha lasciato il corpo, in fiamme, della ragazza, sia in seguito”.

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Facebook. Sara aveva confessato a un’amica che temeva Vincenzo perché era capace di craccare le sue password di Facebook e riusciva a controllare le sue chat private.

L’ultimo incontro. La sera stessa, sabato, quella dell’ultimo incontro chiarificatore, poche ore prima dell’omicidio, Paduano piomba a casa di Sara. Al termine – si legge nell’ordinanza – la madre della giovane si complimenta per la maturità da lei dimostrata con Vincenzo. Sara le risponde che il suo ex “è una brava persona che sta soffrendo tanto”.

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“Incendiagli la macchina”. In un altro punto dell’ordinanza si legge che “un amico”, spiega agli investigatori Paduano, “mi aveva consigliato di farlo (incendiare ndr) alla macchina di lui (Alessandro, il nuovo fidanzato ndr)”. E ancora: “Alcune persone con cui mi sono confidato mi avevano suggerito di dare fuoco alla macchina di Alessandro”.

La

bottiglietta. E ancora : “La bottiglietta di alcol me l’ero procurata per fare danno alle cose, nella specie alla macchina di Alessandro. Avevo la bottiglietta da qualche giorno. Altre volte sono stato sotto l’abitazione di Alessandro, ma ho desistito. Parlando con i miei amici qualcuno mi ha detto: Io farei questo. Cioè darei fuoco alla macchina del nuovo fidanzato. L’idea mi aveva colpito tanto fa procurarmi l’occorrente”.

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