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27 mag

Roma, l’unico parco canile pubblico abbandonato dal Comune

Il canile a metà. Fino al 24 febbraio 2016 è stato il rifugio comunale Vitinia ex Poverello. Da allora è un “canile a metà”: una parte, comprata dai cittadini, è in piena rinascita e sta lavorando per ottenere l’autorizzazione sanitaria e riaprire come rifugio di volontari. L’altra parte è in disfacimento, con l’erba che si sta riappropriando di quelli che erano i recinti per i cani, gli uffici, le aree sgambamento. Eppure si tratta di uno dei pochi ingressi nella poco (ma bellissima) conosciuta Riserva Naturale del Litorale Romano e che, dal 1999 e poi nel 2007, soldi pubblici sono stati investiti per la costruzione e la ristrutturazione di quello che era l’unico parco canile pubblico della città.

I volontari. Si tratta di circa un ettaro di terreno che corre parallelo alla via del Mare, all’altezza di Vitinia. Qui, dal 2012, un gruppo di volontari si è sostituito al Comune di Roma e ha lavorato per risolvere le problematiche “normative” che impedivano l’ottenimento dell’autorizzazione sanitaria. Nonostante il rifugio comunale sia stato iscritto in tutte le gare che l’amministrazione pubblica ha indetto dal 2008 al 2015 per la gestione dei canili e dei gattili comunali, nel febbraio del 2016 – per decisione della Giunta Commissariale – è stato chiuso con il trasferimento (la deportazione, dicono i volontari) degli ultimi 19 cani che si trovava lì. Trasferiti in un canile privato convenzionato di Acilia.

Il terreno. Da allora, mentre l’amministrazione pubblica ha lasciato un suo bene deperire, i volontari sono ripartiti dal terreno che avevano comperato per donarlo al Comune di Roma (che però non l’ha voluto): “Da mesi abbiamo presentato la domanda per prendere in concessione il resto del terreno demaniale” dice Simona Novi, ex presidente Avcpp, “o almeno per esserne nominati custodi: in questo modo potremo ripulire tutto, disinfestare, sorvegliare, impedire che un bene comune cada in malora. Nel frattempo continuiamo i passi burocratici per l’ottenimento dell’autorizzazione sanitaria e la riapertura di un parco canile, che, se il nuovo Sindaco lo vorrà, potrà essere ancora comunale, oppure direttamente di proprietà del volontariato e aperto a tutti i cittadini, umani e non umani”.

Strutture nel verde. Gli ex volontari ed ex operatori della struttura chiusa dal Comune di Roma si sono organizzati in una onlus senza scopo di lucro. “Lo scopo” racconta Alessando, un volontario, “è quello di dimostrare che gli animali di Roma non possono avere nel loro futuro solo canili privati pagati dagli enti locali ma anche strutture belle, nel verde, trasparenti, dove tutti i cittadini e gli animali possano avere una risposta ai loro problemi”. E stanno tentando di farlo senza chiedere finanziamenti pubblici, autosostenendosi.

Rispetto per gli animali. “Vogliamo che Roma continui ad avere un canile comunale a pieno regime come Muratella con tutti i servizi ai cittadini e agli animali pienamente attivi, e un rifugio comunale come Ponte Marconi, centrale e comodo per le adozioni” continua Simona Novi. “E che tutti gli altri animali di proprietà del Sindaco di Roma attualmente chiusi nelle gabbie di cemento dei canili privati chiusi al pubblico, di proprietà degli imprenditori del randagismo, tornino a vedere il sole e ad essere gestiti con l’amore ed il rispetto che meritano, senza scopo di lucro.

La storia di Scott. Lo dobbiamo a Scott – conclude Novi – il cane del Rifugio Vitinia ex Poverello deportato in quella mattina del 24 febbraio quando invece doveva essere ricoverato in clinica. Scott

era già stato dato in adozione, una famiglia che lo ha aspettato inutilmente per 50 giorni. E’ invece morto in quel canile privato, da solo, improvvisamente sottratto a tutti i suoi punti di riferimento. Non deve accadere mai più”.

Per saperne di più e partecipare al progetto “Creiamo l’Oasi Arcobaleno a Roma” sono disponibili gli indirizzi mail dell’Associazione Mi Fido onlus (associazionemifido@gmail.com e randagiononereato@gmail.com)

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