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17 gen

Roma, Mafia capitale, al via il processo d’appello il 5 marzo

Il processo d’appello per Mafia capitale, così la procura vuole si torni a chiamare l’inchiesta, comincerà il 5 marzo, il giorno dopo le elezioni politiche. Le difese, nella richiesta di passare al secondo grado, sperano in assoluzioni o sconti di pena sostanziosi, anche per i principali imputati, Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. I magistrati Pietro Catalani e Antonio Sensale, della procura generale, affiancati dal pubblico ministero Luca Tescaroli invece contesteranno di nuovo l’accusa di associazione mafiosa, caduta in primo grado nel luglio scorso e che portò alla condanna dell’ex nar a 20 anni di carcere e il ras delle coope a 19.

A sette mesi e mezzo dal verdetto del primo grado quindi si ricomincia, sempre nell’aula bunker di Rebibbia, dove si sono celebrate le 250 udienze del primo grado. Il dibattimento si celebrerà davanti alla III Corte d’Appello presieduta da Claudio Tortora, la stessa che nel 2016 fece cadere l’aggravante della modalità mafiosa nei confronti di alcuni appartenenti alle famiglie criminali Fasciani e Triassi.

Ventotto gli imputati, per 19 dei quali la procura chiederà la condanna per associazione mafiosa.

A luglio scorso i giudici della Decima Sezione presieduta da Rosanna Ianniello inflissero 41 condanne (5 le assoluzioni) per circa 250 anni di carcere; la procura ne aveva chiesti 500. Fu riconosciuta l’esistenza di due autonome associazioni a delinquere – una di Carminati-Buzzi, l’altra solo del primo – ma non mafiose. La procura di Roma guidata da Giuseppe Pignatone ha fatto ricorso e punta tra l’altro su recenti pronunce della Corte di Cassazione che annullano sentenze d’appello in cui era caduta l’accusa di mafia per le nuove forme di criminalità “a bassa potenzialità intimidatrice”.

Il 26 ottobre la Sesta sezione della Cassazione ha riaperto il processo al clan Fasciani di Ostia; il 10 novembre la Seconda sezione ha dato ragione al Procuratore generale di Venezia che chiedeva condanne per mafia per un clan moldavo (sentenza con esplicito riferimento al caso di Massimo Carminati). Si profila una battaglia

giuridica fino alla Cassazione e forse oltre. L’appello per il Mondo di Mezzo – dal nome dell’inchiesta del Ros Carabinieri – vedrà anche il ritorno sulla scena di Carminati, che dal regime carcerario di 41 bis per i mafiosi dopo la sentenza di primo grado è stato trasferito nella prigione di Oristano in regime di massima sicurezza, più blando. Con lui e Buzzi di nuovo alla sbarra, tra gli altri, ex politici locali, imprenditori, manager pubblici e privati.

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