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7 nov

Roma, Mafia capitale: così fu annullata la gara per la manutenzione di Villa Borghese

“I soldi in bilancio un giorno c’erano e il giorno dopo sparivano”. Così, avvenne che un bando da 4 milioni di euro per la manutenzione di Villa Borghese venne revocato perchè non c’erano tutti quei soldi in bilancio, ma il giorno dopo ne spuntarono 2, di milioni, tutti destinati a Buzzi. La 138esima udienza di Mafia capitale vede protagonista il teste Tommaso Profeta, ex capo della Protezione civile in era Alemanno e del Dipartimento Ambiente. Anche lui testimone per la difesa di Claudio Turella, funzionario dell’Ufficio giardini trovato con 500mila euro chiusi un buste del Comune nascosti nel muro di casa, spiega come venne cancellato un bando già approvato in bilancio da 4 milioni e come, subito dopo se ne trovarono 2 per la manutenzione dei giardini di Roma destinati alle cooperative di Buzzi.

Lo striscione “Profeta boia”. “Dalle intercettazioni è emerso – chiede in controesame il pm Luca Tescaroli – che lei era visto come un ostacolo per l’erogazione dei fondi a Buzzi. E’ così?”. “Ricordo – risponde sotto giuramento l’ex capo della protezione civile di Roma – che fu messo uno striscione sotto il mio ufficio (Dipartimento Ambiente) con la seguente scritta: ‘Profeta boia, dacci i soldi’. Evidentemente io ero visto come un ostacolo perchè pretendevo che giunta e consiglio comunale si assumessero la responsabilità di quanto avevano deciso con una delibera scritta. Pretendevo cioè indicazioni precise su come impiegare i soldi destinati al verde e fino a quando non le ebbi formalmente, quei fondi rimasero bloccati”. Ma Buzzi spingeva affinchè Profeta li destinasse a lui perchè così aveva deciso insieme a Lucarelli e Turella dietro le quinte.

La gara stoppata per Villa Borghese. Quel che avvenne fu che per destinare fondi a Buzzi il consiglio comunale il 20 marzo 2013 bloccò il finanziamento da 4 milioni già deliberato in favore di Villa Borghese. “C’era molta agitazione e pretesi un appuntamento con l’amministrazione. Mi dissero che quei quattro milioni non c’erano più e che con una determina dovevo annullare la gara”. Una gara aperta alla partecipazione di più imprese e non fatta ad hoc per Buzzi. Conseguenza della revoca della gara fu che si prorogò il servizio del ras delle coop nella storica villa romana (“sì, ricordo che con una delibera di giunta a metà marzo si garantì la continuità del servizio”, spiega Profeta) e che improvvisamente spuntarono dal nulla altri due milioni destinati sempre alla 29giugno per la manutenzione però del verde in tutti i giardini di Roma.

Due milioni che spuntano (in bilancio) dal nulla. “Non so come c… ha fatto, ma hanno ritrovato due milioni e in più hanno 800mila euro per eventuali proroghe. Ho parlato con Lucarelli (ex braccio destro di Alemanno, ndr): stanno cercando di definanziare una gara per trovare la soluzione”, spiega Buzzi al telefono al direttore dell’ufficio giardini del Comune. “Sa come sono saltati fuori questi soldi?”, chiede il pm Tescaroli a

Tommaso Profeta. “Non le so rispondere, posso dire che per i quattro milioni fui chiamato in una riunione in cui mi venne detto che non c’era stanziamento di bilancio necessario e dovevamo annullarla. Feci quello che mi avevano chiesto: annullai la gara con una determina dirigenziale”. Su come spuntarono magicamente quei soldi Profeta non ne ha contezza: “Vede, un giorno in bilancio i soldi c’erano e il giorno dopo no e viceversa. Fuzionava così”.

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