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15 nov

Roma, Mafia capitale: Fiscon non si presenterà in commissione Ambiente

Era stato citato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e agli illeciti ambientali del Lazio. Ma lui, Giovanni Fiscon, ex ad di Ama ora imputato per corruzione nel maxiprocesso Mafia capitale ha declinato. L’appuntamento era per giovedì 17 alle 14, in contemporanea con il dibattimento e attraverso il suo legale, il penalista Salvatore Sciullo ha fatto sapere che “intende presenziare all’udienza per non pregiudicare i coimputati in carcere”. Un gesto quello di Fiscon (che non ha mai saltato in un anno un’udienza), malgrado il 17 sarà il giorno dei testimoni dell’imputato Stefano Bravo (il commercialista che, secondo l’accusa aveva l’incarico di trasferire i capitali della holding di Buzzi e Carminati fuori dall’Italia, in Svizzera) e dunque la sua presenza nell’aula bunker di Rebibbia non era fondamentale.

La sua audizione in commissione d’inchiesta per approfondire le responsabilità del Lazio nell’ambito dei rifiuti dunque slitterà. Nel corso della 143esima udienza, giornata proprio dedicata ai testi di Fiscon, nessun colpo di scena. I numerosi funzionari e dirigenti dell’Ama chiamati al banco dei testimoni dalla difesa hanno tessuto le lodi dell’ex ad della municipalizzata, confermando tutti (sollecitati dalle domande dell’avvocato Sciullo) “di non aver mai subìto pressioni per avvantaggiare le cooperative di Buzzi in appalti o nei pagamenti”.

Una’importante novità è arrivata dall’accusa: il pm Luca Tescaroli ha infatti chiesto al tribunale la trascrizione di nuove conversazioni tra Carminati e alcuni personaggi che hanno fatto capolino nell’inchiesta. Alla luce delle dichiarazioni spontanee del Cecato dal carcere di Parma nel corso dell’udienza di lunedì 14 novembre (“ora sono il diavolo, ma con me prima parlava tutto il mondo”), la pubblica accusa, probabilmente ha ritenuto importante capire meglio “tutto il mondo” che rapporti aveva con lui.

Non solo: anche di alcune testimonianze rese nel corso del processo sono state richieste le trascrizioni e dunque l’acquisizione da parte del tribunale. Si tratta di quei testi la cui audizione è risultata quantomeno ambigua: quella della deputata Pd Campana era già stata richiesta. Ieri il pm Tescaroli ha chiesto quella di Fabio Tancredi e Tommaso Profeta (rispettivamente funzionario ed ex direttore del Dipartimento Ambiente) sentiti in aula il 7 e l’8 novembre. Salvatore Nitti, l’ispettore

in pensione al servizio di Carminati, ascoltato il 14, e tutte le telefonate tra lui e l’ex nar. E ancora, Francesca Saveria Bedoni, Marco Orlando ed Ezio Adriani, tutti testimoni dell’imputato Lacopo che hanno avuto rapporti con lui.

Una formalità, quella richiesta dalla pubblica accusa, che potrebbe tradursi però in un futuro non lontano in una iscrizione nel registro degli indagati per falsa testimonianza o per reati ancor più gravi.

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