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23 nov

Roma, “Mafia, trasporti e stadio: ripartiamo dal Giubileo”

SULLA grande scrivania del prefetto sono adagiati i dossier sul Giubileo della Misericordia. A contrasto, in una pila di libri, spunta un volume sulle “Mafie nel Lazio”. Paola Basilone, prima donna alla guida di palazzo Valentini, è a Roma da sei mesi. Della capitale ha già carpito qualità, difetti e contraddizioni. Tanto da definirla “un paziente in prognosi riservata”. Ma con speranze di ripresa. I dati sull’Anno Santo appena concluso permettono di guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più.

Prefetto, arrivando a Giubileo in corsa, che Roma si è trovata a gestire?

“Ho ereditato una macchina rodata. Chi mi ha preceduto (l’attuale capo della polizia Franco Gabrielli, ndr) ha allestito una struttura capace di reggere ai contraccolpi degli attentati di Parigi, Bruxelles e Nizza. Siamo riusciti a gestire i grandi eventi giubilari e al contempo a garantire controlli antiterrorismo. Per noi parlano i numeri del Viminale e l’intervento di monsignor Fisichella”.

C’è una seconda eredità che la attende: la gestione del post Giubileo.

“Il livello di attenzione non calerà. Anche se qualcosa sarà modificato, l’impianto resterà lo stesso fino a cessato allarme. Se mai cesserà. Per ora, però, conta soprattutto la percezione serena che i romani e i pellegrini hanno avuto della capitale. La Sala gestione Giubileo, il Press Point, i 700 volontari… hanno fatto tutti un gran lavoro”.

Archiviato un grande evento, ne è sfumato un altro con il “no” alle Olimpiadi della giunta Raggi. Era davvero impossibile per la capitale ospitare i Giochi del 2024?

“Roma è in grado di ospitare qualsiasi evento. Ne ha dato prova con il Giubileo del 2000 e con l’Anno Santo appena finito. Sulle Olimpiadi ci sono state valutazioni politiche che non competono a un prefetto. Ma la città sarebbe stata in grado di sostenere una prova del genere, lo dice la sua storia. Abbiamo il

know how necessario”.

Nel suo studio c’è più di un volume sulla criminalità organizzata. Cosa ne pensa dell’incendio al magazzino del teatro di Ostia in cui si sarebbe dovuto tenere un evento antimafia?

“Sono in corso tutti gli approfondimenti del caso. Per ora possiamo dire solo che si tratta di un episodio che non fa piacere”.

Ma a Ostia c’è o non c’è la mafia?

“Ci sono attività giudiziarie ancora in corso. Ma se il municipio è stato sciolto, evidentemente i presupposti c’erano. Ostia è una città nella città, ha una sua vita. Questo vale non solo per il litorale: il tessuto cittadino non è omogeneo. A Ostia, però, possiamo fare affidamento sulla squadra guidata dal prefetto Domenico Vulpiani”.

E Roma? Può essere curata?

“Ci auguriamo che il paziente possa superare presto la fase critica. L’interesse dei romani e dei milioni di turisti che ogni anno visitano la città più bella del mondo è che il malato si riprenda. Lavoriamo tutti insieme”. Le piaghe attorno alle quali si è arrovellata la campagna elettorale sono ancora aperte: buche, degrado, trasporti, rifiuti. “Dai giornali apprendo che ci sono difficoltà di cassa, ma anche che il Comune è al lavoro sul bilancio di previsione. I fronti aperti sono tanti, ma ogni decisione su entrate e uscite competerà alla giunta”.

Un prefetto, invece, potrebbe impedire il nuovo sciopero dei trasporti di domani. Si fermeranno anche i dipendenti di Ama.

“Dobbiamo garantire i diritti dei lavoratori lì dove gli scioperi sono autorizzati dal Garante. Lo scorso giugno ho firmato una precettazione soft, riducendo a 4 le ore di stop. Ma c’erano condizioni diverse: un ricorso reiterato allo sciopero, una crescente aggressività dei passeggeri nei confronti di macchinisti e conducenti e i vertici di Atac a

chiedere un intervento. Oggi la situazione è diversa”.

All’Olimpico, invece, pare tirare sempre la stessa aria. Dopo gli scontri tra polizia e tifosi della Roma a Bergamo, l’addio alle barriere nelle curve è ancora un’ipotesi?

“Ci sarà un monitoraggio a gennaio, poi decideremo. Se si faranno differenze tra le due tifoserie? Se le barriere resteranno per i giallorossi, lo stesso varrà per i biancocelesti”.

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