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21 nov

Roma, maxi sequestro di opere d’arte all’ex braccio destro di Cerroni

Sequestrate agli eredi di Arcangelo Spagnoli, dalla guardia di finanza di Roma e dal reparto operativo utela patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri, 24 opere di artisti del calibro di Salvador Dalì, Renato Guttuso, Mario Schifano, Pericle Fazzini e anche Franco Angeli e Marcello Avenali. Il valore totale è di mezzo milione di euro, che sommato al sequestro di altri beni mobili e anche immobili – tra cui sette appartamenti situati tra Roma e Siena e Lugano, un capannone industriale, un immobile ad uso commerciale, un impianto fotovoltaico nella provincia di Macerata, conti correnti e quote sociali di diverse società – danno un valore totale di 8 milioni di euro.

Arcangelo Spagnoli era il braccio destro di Manlio Cerroni, il ras della spazzatura, padrone, tra l’altro, della famigerata discarica di Malagrotta. Morto nel 2012, Arcangelo Spagnoli, era stato coinvolto nelle vicende giudiziarie di Manlio Cerroni, anche perché Spagnoli era stato a lungo responsabile unico del procedimento in seno all’ufficio del commissario straordinario per l’emergenza ambientale della regione Lazio e in tale ruolo – come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma il 2 gennaio 2014 nei confronti, tra gli altri,

proprio di Cerroni – aveva operato come “vera e propria quinta colonna dell’organizzazione”, una volta “deposta l’imparzialità del pubblico dipendente”.

È in quel periodo che Spagnoli accumula un patrimonio del tutto sproporzionato rispetto ai redditi percepiti. Ed è proprio per questo che la normativa antimafia ha permesso l’operazione, anche se Spagnolo è ormai deceduto e anche se i beni sono passati ai suoi eredi.

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