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25 set

Roma, mezzi vecchi e rotti: la flotta dei bus Atac tra roghi e sabotaggi

I passeggeri hanno appena fatto in tempo a scendere. Il bus dell’Atac, la linea C2 che collega Termini a Prima Porta, è stato mangiato dalle fiamme ed è andato completamente distrutto. Tutto alle 8 di ieri mattina, sulla tangenziale est, in direzione stadio Olimpico.

Un caso isolato? Niente affatto. Siamo al quinto autobus Atac che prende fuoco in quattro mesi. E non nel deposito, ma durante il servizio. Appena sei giorni fa, il 20 settembre, l’incendio è scoppiato su un mezzo della linea 80, in via Talli, zona Serpentara. Il 22 luglio ancora fiamme su un bus che percorreva la tangenziale est. La notte del 3 luglio il fuoco divampa in pieno centro, su lungotevere in Sassia. Ma l’apoteosi è il 1 giugno, quando ad essere attaccato dalle fiamme è il bus 495 diretto a piazza Fiume, nel cuore di Roma. È l’ora di punta di un giorno feriale, l’autobus è affollato. Strage sfiorata. Paura, lacrime. Traffico bloccato.

Anche quella volta, come ieri, il fuoco si è sviluppato dal motore: corto circuito. Sabotaggio? L’Atac ha avviato un’indagine interna. Ed è già in piedi una commissione di cinque persone incaricate di verificare se il blackout di fine agosto al deposito di Tor Sapienza, che ha mandato in tilt il sistema dei turni di entrata e uscita degli autobus sia stato provocato ad arte. Anche per l’incendio dei bus tutte le ipotesi sono aperte: dal dolo all’usura delle vetture, troppo vecchie e da troppo tempo senza manutenzione. Il C2 bruciato ieri, per esempio, è un Mercedes

Citaro che da 12 anni marcia sulle strade dissestate di Roma.

L’Atac ha il parco vetture più vecchio d’Europa: 734 mezzi di superficie sono fermi, su 164 tram ne funzionano solo 65, su 60 mezzi elettrici soltanto 3 continuano a girare perché gli altri hanno batterie inadeguate e telai rotti e c’è un contenzioso in corso. L’età media degli autobus Atac è di 10,2 anni, uno sproposito rispetto agli standard europei. Ma la cosa forse più grave è che non ci sono i pezzi di ricambio per procedere alle manutenzioni, perché l’azienda non paga regolarmente i fornitori.

Quando non vengono distrutti dalle fiamme, i bus dell’Atac perdono pezzi, che finiscono sulla testa dei passeggeri. Particolarmente disgraziate le vetture della serie Roma, le ultime acquistate dal Campidoglio. La casistica è vasta. Il 10 febbraio un viaggiatore rimane ferito su un bus della linea 061: lo colpisce un pannello che si stacca dal soffitto del bus. Il 4 marzo tocca ad una ragazza essere colpita in testa da un pezzo di autobus della linea 30. Appena 11 giorni dopo, il 15 marzo, rimane ferita un’altra passeggera: un pezzo della vettura si stacca e le finisce in testa

sulla linea 82. Per non parlare dei mezzi che tornano in deposito per i guasti. Il record spetta alla rimessa di Tor Sapienza, dove rientra il 40% dei bus.

«Questi sono mezzi che hanno percorso in media un milione di chilometri – ricorda Enrico Stanziale, segretario Filt Cgil Roma e Lazio – Non ci sono pezzi di ricambio. E soprattutto c’è un totale vuoto di potere in azienda, nessuno prende decisioni dopo le dimissioni del dg e della direttrice del personale».

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