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24 giu

Roma, “Minute visioni”, la tecnica del micromosaico in mostra al museo Napoleonico

Quadri, tavoli, tabacchiere, placchette, gioielli e fermacarte. Al centro, la tecnica – tipicamente romana – del micromosaico. “Minute visioni” è il titolo della mostra al museo Napoleonico dal 25 giugno al 31 dicembre, dove sono raccolti circa un centinaio di oggetti che ripercorrono l’evoluzione di questa arte. Dalla nascita, nella seconda metà del Settecento, fino al suo apice, nel secolo successivo. Così come le tecniche più diffuse: vedute romane, paesaggi del Grand Tour, nature morte, raffigurazioni di animali.

L’esposizione ruota attorno a una selezione di opere provenienti dalla collezione Ars Antiqua Savelli, frutto di quarant’anni di raccolte. Per la prima volta, i mosaici vengono presentati in relazione con opere pittoriche e stampe (provenienti dal museo di Roma). Il pubblico può così confrontare scene e inquadrature, rappresentate con stili artistici diversi. Nella mostra, anche un piccolo nucleo di micromosaici appartenenti al museo Napoleonico: due tabacchiere di Antonio Aguatti, un fermacarte in marmo nero del Belgio e una rara serie di pendenti con emblemi della Prima Repubblica Romana.

Le produzioni venivano vendute da decine di botteghe specializzate ai viaggiatori stranieri del Grand

Tour. Nei negozi, situati tra piazza del Popolo e piazza di Spagna, moltissimi artigiani sono stati formati da grande maestri: Giacomo Raffaelli – considerato l’inventore del micromosaico – Antonio Aguatti, Clemente Ciuli, Luigi Moglia, Gioacchino, Michelangelo Barberi e Guglielmo Chibel. Al museo Napoleonico, l’arte del micromosaico si può vedere anche all’opera: un artigiano specializzato mostrerà al pubblico i segreti di questa tecnica.

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