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2 nov

Roma, morte Solomon: disposto incidente probatorio

Dovranno raccontare la verità davanti a un giudice i quattro testimoni della morte di Beau Solomon, lo studente americano finito nel Tevere dopo essere stato spinto dalla banchina sotto ponte Garibaldi. Il gip Maria Agrimi ha disposto l’incidente probatorio per acquisire proprio le testimonianze delle persone che erano presenti nella notte fra il 30 giugno e il primo luglio e che, con i loro dichiarazioni, hanno permesso alla procura di far scattare le manette per Max Galioto, il punkabbestia accusato di omicidio volontario nei confronti dello studente.

A richiederlo è stato il difensore di Galioto, l’avvocato Michele Vincelli, convinto che la perizia non abbia permesso di individuare il suo assistito come la persona che spinge il 19enne del Wisconsin in acqua: “Le immagini non sono nitide – ha detto il penalista – per quanto riguarda i testimoni si tratta di persone senza fissa dimora che è bene sentire prima possibile”. Anche la procura ha dato il proprio consenso alla richiesta.

L’udienza è stata fissata per il 30 novembre ed è un passaggio fondamentale. In quella sede ci sarà, di fatto, il primo faccia a faccia tra Galioto, accusato dal pm Marcello Monteleone di omicidio volontario, e Alessia Pennacchioli, la sua compagna. Proprio la donna è la testimone chiave dell’accusa, che ha permesso agli inquirenti di far indirizzare gli investigatori della squadra mobile sulle tracce del punkabbestia.

Quest’ultimo, invece, fin dall’inizio si è sempre professato innocente.

Oltre a Pennacchioli saranno sentite altre tre persone che erano presenti sulla banchina davanti all’isola Tiberina: si tratta di Mustafa Caraffe, Beiuto Brito e Mario Buzzi.

Galioto è detenuto in regime di custodia cautelare dal giorno del suo arresto, scattato nei primi di luglio. Il tribunale del Riesame aveva ridimensionato le accuse nei suoi confronti, derubricando il reato in omicidio preterintenzionale, ma confermando comunque la misura del carcere.

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