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6 lug

Roma, morte Solomon: per il clochard convalidato il fermo per omicidio

Resta in carcere Massimo Galioto, il clochard di 41 anni che abita sotto ponte Garibaldi, accusato dell’omicidio di Beau Salomon, lo studente americano morto lo scorso giovedì dopo la caduta nel Tevere. Nell’interrogatorio di convalida del fermo, davanti al gip Maria Agrimi e assistito dall’avvocato Michele Vincelli, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip a convalidato il fermo per omicidio volontario.

Beau Solomon, 19enne dell’università del Wisconsin-Madison, era a Roma per frequentare due semestri estivi alla John Cabot University. Giovedì sera aveva lasciato la sua stanza alla Cabot e aveva raggiunto alcuni amici in un bar di Trastevere. Da quel momento nessuno l’aveva più visto. Si era però avventurato da solo sulla banchina all’altezza di ponte Garibaldi dove Massimo Galioto e la sua compagna vivono in una tenda. Secondo il racconto della donna, stava inseguendo delle persone quando si è scontrato con Massimo. Quello che è certo è che le sue carte di credito sono state rubate assieme al cellulare, e sono state usate dopo la sua sparizione. “Dopo giovedì sono stati spesi 1.500 dollari a Milano” aveva fatto sapere la famiglia.


Roma, morte Solomon: per il clochard convalidato il fermo per omicidio

Massimo Galioto, accusato dell’omicidio di Beau Solomon

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Il venerdì non vedendolo ricomparire gli amici ne avevano denunciato la scomparsa alle forze dell’ordine, e poi avevano iniziato a postare indizi e appelli su Facebook. Poi il corpo senza vita del 19enne è stato ripescato dal Tevere, all’altezza di Ponte Marconi. Il cadavere, incastrato nella vegetazione, aveva una vistosa ferita alla testa. Le indagini coordinate dal pm Marcello Monteleone si sono subito orientate sulla pista dell’omicidio. Tra l’altro proprio ieri sono sentiti due testimoni che hanno riferito di aver visto, nella notte, un giovane che cadeva in acqua all’altezza di ponte Garibaldi, aggredito da un gruppo di persone. Si tratta adesso di ricostruire cosa sia accaduto realmente e capire se ci fosse qualcun altro insieme a Galioto, perchè proprio i testimoni hanno avuto l’impressione che ci fossero più persone.


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L’autopsia ha rivelato che il 19enne, scomparso giovedì scorso e ripescato senza vita lunedì nel Tevere, era ancora vivo quando è stato spinto nel fiume, come dimostra l’acqua trovata nei suoi polmoni e le ferite trovate sulla testa sono con tutta probabilità dovute ai massi che, proprio all’altezza di Ponte Garibaldi, dove Solomon è caduto nel Tevere, affiorano dall’acqua provocando delle rapide. I medici hanno effettuato una serie di esami tossicologici per capire se, come detto da alcuni testimoni, fosse ubriaco al momento dell’omicidio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti Solomon era stato derubato della carta di credito da due persone che lo avevano convinto a seguirli sulla banchina del fiume all’una della notte di venerdì. Alcuni testimoni hanno riferito alla polizia che il ragazzo americano era visibilmente ubriaco. Le due persone lo avrebbero avvicinato per derubarlo e, a rapina avvenuta, Solomon sarebbe stato lasciato solo sulla banchina, barcollante e indifeso, fino a quando non si è imbattuto in Galioto. A quel punto era scoppiata una lite fra loro: ma

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