Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
5 mag

Roma, movimenti e associazioni in piazza per “un’altra idea di città”

“Marino, Tronca, Raggi: cambiano i nomi, ma non le politiche: Roma non si vende”. Dai centri sociali alle associazioni del terzo settore colpiti dalla delibera 140, i sindacati di base e i movimenti di lotta per la casa e il “comitato dei lavoratori Sky in lotta”: in oltre 7mila, secondo gli organizzatori, hanno sfilato da piazza Vittorio Emanuele al Campidoglio per promuovere un’altra idea di città. Chiedono la ricontrattazione del debito pubblico del Comune, la ripubblicizzazione dei servizi, la riscrittura partecipata del regolamento sul patrimonio pubblico, lo stop all’impiego dei poteri speciali conferiti alla sindaca dalle leggi Minniti-Orlando, che “vessano i migranti in nome del decoro”.

In prima fila, dopo la morte di Niang Maguette, i venditori ambulanti senegalesi: chiedono “giustizia” per morte del loro compagno e la convocazione di un tavolo comunale per l’individuazione di spazi di vendita dedicati.

“Raggi, basta bilanci da ragionieri”, ammonisce un cartello. Il corteo chiede “la ricontrattazione del piano di rientro del debito del Comune – ricorda Flavia, della rete Decide Roma – ammonta a 13miliardi, sono 3mila euro procapite l’anno: un deficit che costringe il Comune a versare 200milioni di euro l’anno a Cassa depositi e prestiti fino al 2048, con un tasso di interesse annuale del 5%”.

La sindaca, rilevano ancora i manifestanti, “agisce in continuità le amministrazione precedenti – aggiunge Flavia – antepone i criteri di efficenza economica ai criteri di giustizia sociale”.

Un concetto condiviso anche dai sindacati di base: “Serve assolutamente un piano di internalizzazione dei servizi – avverte Guido Lutrario della federazione romana Usb – l’atteggiamento della sindaca sulla gestione delle società partecipate e’ perfettamente in continuità con quello di Tronca e Marino: sui rifiuti, ad esempio, avevano annunciato a dicembre un grande piano, ma non s’e visto. Tutte le grandi questioni questa giunta le ha solo sfiorate, il grande cambiamento annunciato nella gestione della città e’ stato disatteso”.

Speranze finora tradite, per i manifestanti, come quella sull’avviso di una nuova gestione del patrimonio immobiliare, dopo gli sgomberi a raffica ordinati in attuazione alla delibera 140, arginata poco più di un mese fa dalla magistratura. “Nonostante la sentenza della Corte dei conti abbia stabilito che il danno erariale non sussiste -osserva Massimo Guidotti, il fondatore dell’asilo Celio Azzurro” – e’ tutto fermo, non conosciamo le intenzioni dell’amministrazione sulla gestione futura dei nostri spazi”. La Rete che unisce le 50 realtà del terzo settore e dei centri sociali a rischio sgombero ” chiede un cambio di passo – rileva Alessandro Torti – vogliamo partecipare alla scrittura del nuovo regolamento sui beni comuni, ma finora non è’ stato avviato nessun processo di partecipazione”.

La manifestazione ha costituito però un increscioso fuori programma per Emergency. L’organizzazione umanitaria aveva ottenuto i permessi per allestire stand e spettacoli di animazione lungo tutti i Fori Imperiali, fino a via Cavour, “già due mesi fa – spiega il vicepresidente Alessandro Bertani – senza preavviso alcuno abbiamo dovuto restringere la nostra iniziativa (“Pe’ strada”)

autorizzata fino a domenica sera, a causa del corteo. Non ce l’abbiamo certo con i manifestanti, ma ci domandiamo come si possano autorizzare due iniziative in contemporanea, una letteralmente sull’altra”.

Così Emergency ha dovuto cancellare, nel pomeriggio di sabato, decine di spettacoli di musica e giocolieria. La due giorni di sensibilizzazione della cittadinanza sulle attività umanitarie proseguirà comunque fino alle 23 di domenica.

es_ES
it_IT
en_US