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3 nov

Roma, Municipio VIII. Catarci: “Il M5S s-governa. E ora vuole far saltare il progetto degli ex Mercati generali”

Centocinquanta giorni non bastano per giudicare l’operato di un’amministrazione appena insediata. Ma, secondo i consiglieri di opposizione del Municipio VIII, sono sufficienti per capire che la nuova maggioranza a Cinque Stelle che guida Roma e anche molti Municipi non sta andando nella direzione giusta. “S-governano”, è l’accusa lanciata contro il presidente del Municipio VIII, Paolo Pace, gli assessori e i consiglieri del M5S, da parte di Andrea Catarci e Amedeo Ciaccheri, consiglieri della lista civica “Sinistra per Catarci”, e di Anna Rita Marocchi, capogruppo Pd nel parlamentino municipale. Un’accusa che viene da loro argomentata portando a esempio gi atti compiuti – ma anche quelli omessi – dall’amministrazione in questi ultimi quattro mesi.

Dalla gestione dei fondi per la manutenzione ordinaria delle strade, all’assegnazione di spazi o locali comunali a soggetti privati, fino alla pianificazione dei servizi sociali, per le opposizioni il Municipio è nel caos, o meglio, in una fase di paralisi. A preoccupare ora è soprattutto una proposta di risoluzione protocollata il 13 ottobre scorso e presentata dal M5S in due commissioni municipali, quella Urbanistica e quella Cultura. Un atto che riguarda il progetto di riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali, in via Ostiense. E che rischia, secondo le opposizioni, di far ripartire da zero il già tanto travagliato iter dell’opera.

In programma c’è la realizzazione di una cittadella del divertimento, dell’enogastronomia, dello sport, degli uffici, oltre a un forum dei sapori e alla mediateca. Ma soprattutto, dovrebbe essere costruita una cittadella dei giovani, con un residence per studenti fuorisede e spazi per attività culturali. Un progetto risalente al 2005 e firmato dall’archistar olandese Rem Koolhaas che ha avuto una storia particolarmente tormentata e che non è stato ancora portato a termine.

L’atto presentato a ottobre dal M5S “ignora nientemeno che 43 atti amministrativi di giunta, consiglio e uffici comunali che si sono susseguiti dal 2003 ad aprile 2016, quando è terminata l’ultima Conferenza dei Servizi”, afferma Catarci.

Che poi spiega: “Il progetto è stato stravolto più volte, è rimasto immobile per anni e si può criticare, come abbiamo fatto tante volte in passato, ma ignorare completamente la realtà amministrativa con un testo che più sgangherato non si può è analfabetismo misto a presunzione”.

Con questo provvedimento, in pratica, l’amministrazione del Municipio VIII dichiara di voler “sollecitare Roma Capitale a riesaminare concessioni, convenzioni e assegnazioni di spazi pubblici al fine di verificarne la legittimità e la corrispondenza ai bisogni della collettività” e si spinge a proporre “la creazione di un polo di produzione cinematografica”, sul modello “delle Factories della Pixar”. Per questo, conclude l’atto, “il Consiglio del Municipio VIII impegna il presidente e gli assessori ad attivarsi urgentemente presso la sindaca, la giunta e gli uffici competenti” perché venga istituito un “tavolo di concertazione tra Roma Capitale, Municipio VIII, rappresentanze del territorio e imprese interessate”. Da qui l’accusa da parte delle opposizioni di voler saltare a piedi pari un progetto che, pur tra mille difficoltà e battute d’arresto, si trova comunque in fase avanzata.

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