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21 set

Roma, Muraro e le analisi mancanti “Vi devo sempre salvare io”

PAOLA Muraro probabilmente sapeva già dal 2008 delle irregolarità all’interno degli impianti Tmb dell’Ama di cui era consulente. Nelle scorse settimane la procura, nell’ambito della maxi inchiesta sui rifiuti, ha acquisito le carte dell’indagine della procura di Velletri sul termovalorizzatore di Colleferro, un impianto dove venivano smaltiti rifiuti non a norma e nella quale sono indagate 26 persone, fra cui due funzionari Ama.

Proprio in questo faldone, in cui Muraro non risulta indagata, è spuntata un’intercettazione dell’attuale assessora all’Ambiente del Campidoglio con un funzionario della società che gestiva l’impianto di Colleferro, risalente a metà 2008. Nella conversazione Muraro risponde a una domanda del suo interlocutore, fatta dopo un’ispezione dei carabinieri nell’impianto. I militari, infatti, contestano che i rifiuti siano privi delle analisi. Un’attività, questa, che dovrebbe essere effettuate a monte: “Ci sono i carabinieri, qui mancano le analisi” le chiede. Muraro risponde dicendogli che manderà le analisi il giorno successivo: “Non vi posso togliere sempre le castagne dal fuoco! Ora vi faccio una dichiarazione in cui dico che le analisi ve le mandiamo domani”.

La procura, adesso, vuole capire che ruolo abbia avuto Muraro all’interno della municipalizzata dei rifiuti romana, se sia stata una semplice consulente o abbia avuto un profilo da dirigente. E, soprattutto, se in virtù della sua qualifica potesse sapere delle irregolarità negli impianti Tmb (l’indagine sul termovalorizzatore di Colleferro riguarda in particolare quello di via Salaria ndr) che già dal 2008 produceva Cdr (combustibile da rifiuto ndr) difforme da quanto dovuto.

L’inchiesta sul termovalorizzatore di Colleferro ha coinvolto due dirigenti di Ama, e portato alla luce una serie di falsificazioni sulla natura del Cdr prodotto nell’impianto del Nuovo Salario. Detto in altri termini, già da allora i Tmb Ama producevano scarti non conformi alle autorizzazioni ambientali, che poi venivano smaltiti irregolarmente negli impianti di ricezione, come era quello di Colleferro. D’altra parte altre intercettazioni, contenute sempre nella stessa indagine della procura di Velletri, lasciano poco spazio ai dubbi sulla natura del materiale conferito. Come quella

del 30 aprile 2008 tra due dipendenti della società che gestisce il termovalorizzatore. La conversazione riguarda proprio la pessima qualità del Cdr proveniente dall’impianto Tmb dell’Ama. CI sono pneumatici e metalli in qualità considerevole: “E’ arrivato quello (il carico ndr.) di via Salaria, l’hai saputo?” E ci stanno pure gomme delle macchine intere eh…”. L’interlocutore risponde: “Eh si, mi devi sta attento”.

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