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16 ott

Roma, nascondeva la droga nell’astuccio: arrestato baby pusher

La droga l’aveva nascosta dentro un astuccio. Lì tra le penne, i temperini, le matite e gli evidenziatori, un liceale di 17 anni custodiva qualche pezzo di hashish che poi vendeva ai compagni di classe poco prima del suono della prima campanella, alla ricreazione o nei bagni dell’istituto. Insomma spacciava a scuola. È questa l’accusa che è valsa allo studente, baby pusher di un istituto a Prati, l’arresto da parte dagli agenti della polizia durante un controllo antidroga.

Oltre ai pezzetti di hashish infilati tra una gomma da cancellare e una biro, l’adolescente conservava nelle tasche dei pantaloni anche qualche altra dose. La polizia, tra l’altro, l’ha scoperto perché attorno al 17enne ronzavano vari liceali. Questa la scena: i ragazzi si avvicinavano allungavano la banconota da cinque euro e in cambio ricevevano la bustina, poi si allontanavano facendo finta di niente.Non sono stati però solo i pochi grammi trovati al ragazzo all’ingresso del liceo a convincere il gip ad applicare la misura, estremamente severa per un minorenne, degli arresti.

In una perquisizione a casa dell’adolescente la polizia ha infatti trovato

molto altro. Ovvero tutto quel materiale normalmente utilizzato per vendere hashish: il bilancino di precisione, le bustine di plastica vuote e altre con la dosi già confezionata e pronte per essere piazzate tra i compagni di classe. E ancora un coltello “sporco” di droga e infine un bel po’ di banconote, più di 200 euro. Troppe per chi nella vita frequenta la terza classe di un liceo. Per gli investigatori, quei soldi, ovviamente, sono i proventi dello spaccio.

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