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8 nov

Roma, niente scontrino nella metà dei negozi. Il record è dei bar

PREZZI battuti al ribasso, mancata emissione e casse truccate: multato il 70% dei commercianti romani controllati. Secondo le ultime verifiche della Finanza, uno su due non rilascia lo scontrino e il totale delle sanzioni nel 2016 è volato a 2milioni di euro. Così da gennaio i finanzieri del comando Provinciale hanno disposto ispezioni a tappeto in città e provincia riscontrando frodi fiscali nelle casse di bar, ristoranti, market, negozi al dettaglio e parrucchieri. In particolare: nelle attività dei municipi romani su 5.200 controlli sono emersi 3.400 illeciti.

Tanti poi i “furbetti” dello scontrino: in 2400 casi il negoziante è stato sanzionato per non aver emesso la ricevuta fiscale. La maglia nera va ai venditori al dettaglio di frutta e verdura dove su 400 controllati ben 250 è risultato non è risultato in regola. Ma a detenere numeri da record sono bar, ristoranti e parrucchieri. Aumentato pure il numero delle casse truccate e dei doppi misuratori fiscali. In un negozio di articoli da regalo i finanzieri hanno scoperto un’evasione da 60mila euro proprio grazie a una doppia cassa. Da quanto accertato durante il blitz, il titolare utilizzava quello autorizzato solo per una parte irrisoria degli acquisti mentre il secondo era nascosto sotto il bancone per rilasciare ai clienti scontrini privi di valenza fiscale. Una truffa che al negoziante è costata 4mila euro di multa.

Numeri record dunque, anche se in linea con quanto rilevato nel 2015 quando durante gli accertamenti il 62% dei commercianti risultò non in regola e la mancanza di ricevute fiscali era già pari al 56%. “Continuiamo a monitorare la situazione – spiegano i finanzieri del comando provinciale – soprattutto nelle zone più frequentate dai turisti e dai pellegrini in visita a Roma per il Giubileo della Misericordia. Sono le prime vittime degli illeciti fiscali me spesso sono proprio loro a chiederci di intervenire quando notano delle anomalie sugli scontrini fiscali che ricevono o sui prezzi esposti nei negozi”. Negli ultimi sei mesi sono infatti oltre 600 le richieste di intervento arrivate al 117, il numero attivato per segnalare illeciti fiscali. Si tratta di una linea diretta con la Guardia di Finanza che predispone il controllo immediato sull’attività.

Tra le categorie maggiormente segnalate dai visitatori ci sono pizzerie, ristoranti, minimarket e rosticcerie. Indisciplinati infine anche i commercianti della provincia: tra le zone di Tivoli, Velletri e Guidonia. Qui su 5mila controlli sono state registrate 2400 irregolarità di cui 1800 per lo scontrino fiscale non emesso. In cima alla lista delle attività in questo caso, il triste primato è stato assegnato

ai camion bar e ai ristoranti: “La media delle irregolarità è alta anche nelle città di provincia – confermano i finanzieri – dove comunque abbiamo predisposto controlli accurati per tutte le categorie commerciali”.

Tutti ora dovranno mettersi in regola e pagare le sanzioni che vanno da un minimo di 500 euro a un massimo di 4mila euro. In caso di mancato pagamento si procede con la sospensione della licenza e la chiusura dell’attività.

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