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13 giu

Roma, nuovo sciopero dei netturbini per il rinnovo del contratto

Nelle strade si vedono ancora gli effetti dello sciopero del 30 maggio, e tutto si blocca di nuovo: sarà un mercoledì a rischio caos rifiuti.

I lavoratori dell’igiene ambientale pubblica e privata incrociano le braccia per 24 ore, fino a mezzanotte, e per la seconda volta nel giro di due settimane, per aderire alla protesta nazionale indetta da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Trasporti e Fiadel. E dalle 9 del mattino saranno in piazza del Pantheon a manifestare.

“Ci siamo trovati contro un muro – racconta Natale Di Cola, segretario Fp Cgil Roma e Lazio – Le aziende private, riunite nella Fise, hanno presentato in trattativa proposte irricevibili. Le imprese pubbliche, rappresentate da Utilitalia, non hanno nemmeno convocato il tavolo. Ci sono questioni aperte da troppo tempo. I lavoratori chiedono un rinnovo del contratto che riconosca un giusto salario e denunciano i problemi legati alla sicurezza e alla salubrità di condizioni e luoghi di lavoro”

“La controparte non vuole che venga inserita nelle gare d’appalto la clausola sociale prevista dall’articolo 6 del contratto nazionale del lavoro – spiega Massimo Cicco, segretario Fiadel Roma e Lazio – quella che garantisce la continuità dell’occupazione alle stesse condizioni. Un esempio? L’Ama ha bandito una gara in cinque lotti per la raccolta differenziata presso i negozi e le altre attività commerciali. Ebbene, uno dei lotti lo ha vinto la cooperativa 29 giugno, per la quale lavoravano 80 operai con contratto Fise per 36 ore a settimana. Sono stati riassunti a 40 ore settimanali”. Ancora Cicco: “Invece del contratto di igiene ambientale, le aziende private vogliono applicare il contratto di pulimento: per un primo livello ci sono 400 euro di differenza”. “Un dumping intollerabile”, dichiara Di Cola.

“Le controparti umiliano i lavoratori, che il

30 maggio hanno risposto con adesioni record, nella nostra regione superiori al 90% – riprende Di Cola – I lavoratori sono stanchi di subire umiliazioni quotidiane per strada, con i romani giustamente furiosi per le tariffe alte e la città sporca. E’ vero: serve uno scatto di civismo, ma i livelli organizzativi, le infrastrutture e la mancanza di un vero e proprio ciclo integrato dei rifiuti a Roma e nel Lazio non fanno che cronicizzare problemi altrimenti risolvibili”.

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