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2 mag

Roma, Nuvola, tutti contro tutti per la gaffe della strada rubata

Aria di tempesta sulla Nuvola di Fuksas. Lo spostamento di 2 metri dell’edificato rispetto al permesso di costruire, rivelato da Repubblica, apre un giallo nel mondo dell’architettura romana e non solo. Un mistero con tanto di carte scomparse e dossier da ricostruire cui tutte le parti in causa — Comune di Roma, Eur Spa, l’impresa costruttrice Condotte e naturalmente l’architetto progettista Massimiliano Fuksas — cercano di dare una risposta, nell’inevitabile rimpallo partito ieri mattina alla caccia del responsabile.

“In fase di collaudo dell’edificato del nuovo centro congressi realizzato nel quartiere Eur, gli uffici tecnici dell’assessorato all’Urbanistica hanno rilevato un’anomalia di giacitura rispetto al progetto autorizzato. Per questo da alcune settimane è stato aperto un tavolo tecnico congiunto con Eur spa per trovare una soluzione che garantisca lo spazio pubblico a tutela dei cittadini”, ha dichiarato ieri l’Assessore all’Urbanistica Montuori.

Al di là della soluzione, su cui sono al vaglio alcune ipotesi, su una questione l’accordo è unanime. “È un errore inammissibile, con la I maiuscola”, dice l’ad di Eur spa, Enrico Pazzani, il cui ente, gestito al 90% dal ministero dell’Economia e al 10% dal Comune di Roma, è proprietario dell’immobile. “Ora siamo concentrati a cercare di risolvere il problema insieme all’assessorato all’Urbanistica, speriamo a breve di trovare una soluzione tecnica”, continua. E se si stratta di un problema non troppo complesso dal punto di vista tecnico, è invece un problema molto grave in termini di immagine, considerata la spesa (363 milioni secondo Eur spa compresi gli oneri concessori), i lavori durati quasi 10 anni, la recente bacchettata della Corte dei Conti sui costi eccessivi. Possibile che nessuno si sia reso conto dell’errore?

“L’errore è avvenuto nel 2008 in fase di start up del progetto — continua Pazzani — stiamo verificando le responsabilità che potrebbero essere singole o diffuse, interne e/o esterne all’azienda. Soltanto quando si avrà un quadro certo verranno valutate tutte le azioni necessarie a tutela dell’immagine della Società e a risarcimento di eventuali danni economici”. Dunque, un vizio di forma nato agli inizi, al momento della posa della prima pietra.

Condotte Spa, l’azienda costruttrice, non ha esitato a mandare una breve nota specificando di “aver eseguito l’opera in conformità al progetto di contratto e alle varianti che di volta in volta venivano richieste, rispettando tutte le indicazioni che esso conteneva e le disposizioni impartite”. Così come l’architetto Massimiliano Fuksas ha sottolineato come il suo progetto fosse stato verificato con cura dai costruttori e da Eur. “Ma sono veramente scioccato di venire a sapere una notizia del genere dai giornali — ha detto l’architetto — sono quattro anni che non ho più nulla a che fare con quel che succede nel cantiere, ma se mi avessero interpellato avrei offerto il mio aiuto per trovare una soluzione”.

“Certo — continua Fuksas — pensare a un errore in giacitura è tragicomico. Se c’è qualcuno che se ne sarebbe dovuto accorgere era il direttore dei lavori”.

Ed è proprio riguardo alla direzione dei lavori che si snocciola l’ultimo dei misteri. Nel 2010 il primo direttore dei lavori, l’ingegner Vasintoni (di Dress & Sommers, con cui poi c’è stato un contenzioso con Eur spa), è stato

sostituito dalla attuale direttrice Solange Signorini. All’epoca erano state realizzate la quasi totalità delle strutture della Teca e buona parte della carpenteria metallica dell’Hotel la Lama così come le fondazioni dell’edificio. “Ad oggi ci mancano alcune carte relative al periodo di Vasintoni — afferma Pazzani — per questo abbiamo aperto un’indagine interna. Solo quando avremo un dossier completo potremo additare un colpevole”.

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