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22 nov

Roma, occupazioni a valanga nei licei ma al Machiavelli sgombera la polizia

Gli studenti l’avevano promessa e puntuale è arrivata: un’ondata di occupazioni di licei nel finale dell’autunno romano. Dopo il Ruiz è toccato agli artistici Argan e Caravaggio, conquistati dagli studenti il 18 novembre, all’indomani del corteo che da Piramide ha raggiunto il ministero del Lavoro per chiedere investimenti nel pubblico e il ritiro dell’accordo con McDonald’s e altri grandi multinazionali per i tirocini obbligatori previsti nel progetto di alternanza scuola-lavoro potenziato quest’anno dal dicastero di viale Trastevere.

Lo sgombero. Martedì la mobilitazione ha toccato il liceo Machiavellli. In contemporanea al presidio della sede centrale di piazza Indipendenza, i liceali hanno occupato anche la succursale, subito sgomberata dalle forze dell’ordine. Nell’istituto, che si trova in via dei Sabelli, a San Lorenzo, in quel momento c’erano circa 90 studenti. Alcuni si sarebbero allontanati all’arrivo degli agenti.

Secondo il racconto del collettivo Gaius, invece, la polizia avrebbe fatto irruzione nella scuola, entrando dal cortile. Subito dopo lo sgombero sarebbe stata anche fermata una ragazza, accompagnata in volante in commissariato per l’identificazione. “La nostra protesta non si fermerà – hanno scritto gli studenti – Non piegheremo la testa di fronte alla controparte, sempre pronta a reprimere la volontà degli studenti che lottano quotidianamente per un cambiamento reale a beneficio di tutti e tutte”.

Le occupazioni. Così la mobilitazione ha contagiato almeno altre dieci scuole: dal Vittoria Colonna di Campo de’ Fiori (presidiato dalle forze dell’ordine) al Nomentano alla Bufalotta, dal Morgagni a Monteverde all’Azzarita ai Parioli. E gli studenti segnalano agitazioni anche al Malpighi, al Mameli, al Lucrezio Caro, al Pacinotti, all’Archimede, al Vespucci.

I liceali denunciano quelle che a loro avviso sono le “storture” della Buona scuola come quei “progetti poco formativi di alternanza scuola-lavoro presso negozi come Zara”, la “mancanza di ascolto da parte del ministero dell’Istruzione” e la “scarsa considerazione che prof e presidi hanno di noi quando devono decidere su orari, ricreazione, convegni, spettacoli e organizzazione della scuola”.

Alla Sapienza. Sempre nella giornata di mercoledì 22 novembre pure alla Sapienza è spuntata una nuova occupazione temporanea, almeno fino a venerdì. Qui nel mirino c’è il referendum costituzionale del 4 dicembre. Gli universitari per il “No” si sono mossi in corteo dalla statua della Minerva attraversando le facoltà e denunciando cantieri eterni, mancanze sul diritto allo studio, bar

chiusi fino alla riapertura del ponte di vetro nella facoltà di Giurisprudenza. “Uno spazio di informazione sul referendum, di socialità, di confronto e di studio verso il corteo nazionale del 27 novembre intitolato ‘C’è chi dice no’”. Una manifestazione dei movimenti sociali che da piazza della Repubblica dovrebbe sfociare in piazza del Popolo per una serata con gli “artisti del No”: dai 99 Posse a Michele Riondino.

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