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28 lug

Roma, Ostia: 14 immobili e 9 conti correnti per 10 milioni sequestrati a Carmine Fasciani

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo e contestuale confisca dei beni emesso il 1 luglio scorso dalla Corte di Appello di Roma – Terza Sezione Penale, nei confronti di Carmine Fasciani, classe ’49, pluripregiudicato, noto alle cronache come il maggiore esponente della criminalità organizzata operante sul litorale romano.

Reddito e patrimonio. Il sequestro precede la confisca dei beni, come accade nei confronti di persona colpita da sentenza di condanna. Il provvedimento è stato adottato su conforme richiesta del procuratore Otello Lupacchini, della procura generale della repubblica presso la corte di Appello che, nel valutare la sussistenza del presupposto “soggettivo” indicato dalla normativa speciale antimafia per la confisca, ossia la sentenza di condanna, ha recepito l’esito delle indagini delegate al Nucleo Investigativo dei carabinieri e svolte nei confronti di Carmine Fasciani che hanno consentito di documentare l’esistenza delle condizioni “oggettive” richieste dalla norma, tra cui l’accertata macroscopica sproporzione tra il patrimonio accumulato, direttamente ed indirettamente, dal Fasciani e dal proprio nucleo familiare negli ultimi 30 anni, rispetto al reddito dichiarato al fisco.

La carriera criminale. L’attività investigativa svolta dai carabinieri di via in Selci sul conto di Fasciani consente di sostenere, con assoluta certezza, che lo stesso, all’inizio degli anni ’70, ha intrapreso la propria carriera criminale, che si è protratta fino ai giorni nostri senza soluzione di continuità. Egli infatti, in questo ampio arco temporale, ha riportato diverse sentenze di condanna tra cui: quella del 22 ottobre 1983, per violazione alla legge sugli stupefacenti; quella del 10 aprile 1995 per i delitti di estorsione ed usura ed infine, quella del 22 febbraio 2007, nr. 1645/07 della Corte di Appello di Roma – Seconda Sezione Penale, irrevocabile in data 10 dicembre 2015, per il delitto di cui all’art. 74 comma 2 D.P.R. 309/1990, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, sulla quale si basa l’attuale provvedimento di sequestro.

Lo stabilimento simbolo. Fasciani è già stato colpito da diversi sequestri dei beni; in ultimo è stato recentemente disposto nei suoi confronti, dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, un sequestro anticipato di beni – tra cui si annovera lo stabilimento balneare “Village” simbolo dell’egemonia dei Fasciani sul litorale di Ostia – beni che attualmente risultano efficacemente gestiti dagli amministratori giudiziari, nominati dal Tribunale, nell’interesse dei cittadini del litorale della Capitale.

L’attuale

sequestro e contestuale confisca riguarda, oltre ai beni già in precedenza sottoposti a sequestro, anche alcuni beni intestati ad appartenenti alla famiglia di origine, quale la madre Domenica Fantozzi. Complessivamente colpisce 9 rapporti finanziari accesi presso vari istituti di credito, 14 immobili con relative pertinenze ubicati a Roma e Capistrello (AQ), 9 società ovvero quote sociali intestate a prestanome, per un valore totale stimato di circa 10 milioni di euro.

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