Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
4 set

Roma, Outdoor Camp: l’ex caserma di via Reni diventa il regno della street art

Così come nelle gallerie e nei musei, anche in strada c’è un’arte che concilia e un’arte che disturba. La street art graziosa, che abbellisce la città di disegni e colori, e quella di denuncia, tesa a stimolare riflessioni. In questo senso “Outdoor, festival di urban art”, giunto alla settima edizione e punto di riferimento per gli appassionati a Roma, si è fatto luogo dove imparare, raccogliere spunti e scambiare idee su tutte le sfaccettature di un fenomeno che, anche se ormai storicizzato, rifugge da facili categorizzazioni. Dall’1 al 31 ottobre, per il secondo anno consecutivo negli enormi spazi dell’ex caserma Guido Reni, Outdoor ospiterà i lavori di esponenti di quel “calderone” che è la street art: da artisti concettuali come Mobstr e Vlady, a figurativi come Sebas Velasco, fino ad astrattisti come Tellas e Joys. E in attesa dell’inaugurazione, da oggi al 15 settembre parte l’Outdoor Camp. Nove incontri pomeridiani, un viaggio nel “making of” del festival per seguire il lavoro di alcuni degli artisti ospiti e allo stesso tempo una “scuola” di street art, per cercare di far luce sulle diverse derive del post graffitismo.

“Molti dei miei lavori lasciano spazio a diverse interpretazioni, inevitabilmente generano domande”, spiega Vlady, il primo artista in programma: “L’installazione che sto realizzando vuole far riflettere sull’idea limiti, divieti e barriere, partendo dall’informatica e arrivando all’Europa e i migranti”. Catanese classe ’74, Vlady appartiene a quella categoria di artisti urbani – come lui Brad Downey, Spy, Mimmo Rubino, Fra Biancoshock, Filippo Minelli, per citarne alcuni – che al bel disegno preferiscono interventi di tipo installativo. Fortemente legati all’arte sociale, “nipoti” del situazionismo di Guy Debord ed eredi dell’arte concettuale di Jenny Holzer e John Baldessari, si potrebbero definire una nicchia nella nicchia, i cui lavori sono profondamente legati al luogo in cui prendono vita (basti pensare ai cartelloni pubblicitari o stradali alterati). E, se più difficilmente commerciabili, sono indubbiamente i più avanguardisti nella street art, ai confini di essa.

“Outdoor è molto aperto a qualsiasi sentimento che si esprime nelle città”, conclude Vlady. Un concetto sottolineato anche dal direttore del festival Francesco Dobrovich: “Ci saranno occasioni di scambio

e connessione con altre realtà legate alla cultura urban, nella musica e nelle arti visive come il Paris Hip Hip festival, l’Øya festival di Oslo o il museo della street art di San Pietroburgo “. E si andrà anche oltre il luogo fisico della caserma: è infatti prevista una programmazione off in altre location romane, dal centro alla periferia.

Outdoor Camp via Guido Reni 7, da oggi al 15 settembre dalle 17 alle 18.30, ingresso 5 euro, www.out-door.it

es_ES
it_IT
en_US