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23 nov

Roma, Parco di Tor Marancia: al via i lavori di riqualificazione

Fu strappato alla speculazione dopo una lunga battaglia degli ambientalisti e i vincoli voluti dall’ex soprintendente all’Archeologia Adriano La Regina. E ora sui sei ettari e mezzo di Tor Marancia, che si congiungono con quelli dell’Appia a formare il più grande comprensorio archeologico del mondo, inizieranno i lavori per realizzare il vero e proprio parco, con recinzioni, ingressi, aree di servizi a ridosso dei quartieri, cura e riordino della vegetazione, una serie di sentieri e di piste ciclabili e conservazione integrale anche delle aree geologiche, come quelle delle vecchie cave, e del sistema idrico che è costituito da alcuni fossi che lo attraversano.

“Ormai tutto è pronto” annuncia il presidente dell’VIII Municipio, Paolo Pace, dei 5 Stelle “Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con il Consorzio dei costruttori che metterà a disposizione 11 milioni di euro di oneri concessori che vengono dalla realizzazione di un nuovo quartiere di fronte alla zona protetta “ed abbiamo studiato insieme il progetto. Dopo tanti intoppi è la volta buona per portare a conclusione il piano di riqualificazione di una delle più belle aree verdi di Roma che confluirà naturalmente nel Parco dell’Appia Antica”.

In sostanza il progetto prevede tre tipi di interventi. Si parte dalla realizzazione di spazi a verde pubblico attrezzato, in particolare con aree di gioco per i bambini e percorsi vita per la ginnastica e la corsa, da destinare al tempo libero e alle attività ricreative ai bordi del parco, in corrispondenza delle tre principali “porte”, gli ingressi di viale Sartorio a nord, di via di Grotta Perfetta a est e di viale Londra a sud. Seconda tappa sarà quella del recupero degli edifici rurali esistenti, che sono considerati distintivi del paesaggio agricolo. Ed infine la riorganizzazione del sistema della vegetazione, tra boschi, scarpate e pianori, della geologia, con l’area delle cave, e della della rete idrica.

“La ristrutturazione di alcuni casali, il rifacimento delle strade sterrate che attraversano il parco, le aree attrezzate, l’illuminazione e la continuazione delle consuete destinazioni d’uso dei terreni” aggiunge Pace “rappresentano lo scenario futuro del parco stesso, per il quale stiamo progettando un’integrazione con una rete di piste ciclabili”.

La conformazione del territorio, che

conserva preziosi resti romani come quelli della Villa dei Numisii, nel tempo ha favorito l’impiego agricolo del parco, ricco sia da un punto di vista botanico che da quello della fauna. Lungo i fossi salici, pioppi, equiseti e cannucce di palude offrono riparo a libellule e alle ormai rare lucciole, ma anche alla gallinella d’acqua, alla cannaiola, all’usignolo di fiume, all’airone cinerino e ai rari tarabusino e gruccione. Non mancano poi il gheppio e la poiana.

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