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20 nov

Roma, per il Giubileo Fisichella ringrazia il Viminale ma non il Campidoglio

E’ tutta per Angelino Alfano e i suoi collaboratori (e non per i sindaci Ignazio Marino e Virginia Raggi, nè per il commissario straordinario Paolo Emilio Tronca che si sono alternati in Campidoglio nel tempo del Giubileo) la gratitudine del delegato pontificio per il Giubileo, monsignor Rino Fisichella. “Un grazie sincero – ha detto nella conferenza stampa di chiusura dell’anno giubilare – va al ministro dell’Interno che in quanto responsabile della sicurezza del Paese ha offerto un volto sereno e sicuro di Roma”.

Ai milioni di pellegrini – ha scandito il monsignore – è stata offerta l’immagine di una città sicura. Il Giubileo era iniziato sotto un attacco di violenza inaudita in Europa; la paura aveva fin dall’inizio scoraggiato molti a mettersi in cammino per raggiungere Roma. Con il passare delle settimane, invece, grazie a una fattiva opera di messa in sicurezza della città, i pellegrini hanno potuto vivere con tranquillità ed entusiasmo la loro esperienza giubilare. In questo senso, vi è stata una collaborazione vincente tra l’Italia e la Santa Sede che attraverso la Segreteria Tecnica, presieduta dal Prefetto di Roma, ha potuto garantire un corretto svolgimento di tutte le iniziative giubilari, soprattutto per i grandi eventi che hanno visto un notevole flusso di pellegrini”.

“Le normali difficoltà per una veduta diversa delle problematiche non sono mancate, ma la collaborazione fattiva ha permesso di giungere sempre a una soluzione condivisa per la sicurezza dei cittadini, dei pellegrini e dei turisti”. E, ha continuato Fisichella, “un sincero ringraziamento va anche alla Regione Lazio per avere approntato un servizio di sanità e pronto soccorso all’altezza dell’evento non solo negli Ospedali ma anche durante ogni evento giubilare”. Quando i i giornalisti gli ricordano che non ha ringraziato il Campidoglio, Fisichella, laconico, risponde: “Il mio testo parla chiaro”.

In un’intervista a Repubblica era stato molto chiaro: “Roma ha perso una grande occasione e i 21 milioni di pellegrini che sono arrivati alla Porta Santa di San Pietro, pur essendo stati accolti bene, hanno visto quanti sono ancora tanti i limiti operativi della città. Del resto per tutto l’Anno Santo bastava andare intorno al Vaticano, a Borgo, in via dei Corridori per constatarne le precarietà in materia di pulizia e manutenzione. E’ mancata, inoltre, una dimensione culturale all’altezza degli eventi giubilari. Non sono state organizzati mostre ed eventi artistici. I pellegrini hanno visto i grandi limiti strutturali di Roma, senza tuttavia perdere di vista la dimensione spirituale del Giubileo che non è mai mancata”.

“La Regione Lazio, in occasione dell’annuncio del Giubileo della Misericordia e nei mesi successivi – ha dichiarato Massimiliano Smeriglio, vicepresidente e delegato della Regione Lazio per il Giubileo – aveva assicurato il massimo impegno, nell’ambito delle proprie competenze, al funzionamento della macchina organizzativa, a partire dalla sanità, fino alla valorizzazione dei cammini di fede e al sostegno dei tanti eventi spirituali che hanno attraversato il territorio regionale. A un anno di distanza siamo felici che tutto si sia svolto nel migliore dei modi e dell’apprezzamento espresso da monsignor Fisichella per il lavoro svolto dalla Regione, che in tutte le sue articolazioni

ha fornito, giorno dopo giorno, un contributo di competenza e passione per un evento straordinario. Ne siamo davvero onorati”.

Pacata la reazione alle critiche del Vaticano del vicesindaco Danierle Frongia. “Fisichella? Dagli uffici Comune ottimo lavoro” . Passa poi a ringraziamenti dell’ufficio di gabinetto della sindaca, dell’ufficio di scopo per il Giubileo e della polizia locale di Roma Capitale “per l’ottimo lavoro svolto quest’anno”.

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