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12 mar

Roma, piazza della Cancelleria: tornano i tavolini sui posti per i disabili

Da piazza della Cancelleria a Campo de’ Fiori il “tavolino impunito” ruba metri di suolo pubblico. Invade i parcheggi riservati ai disabili, nega un diritto che dovrebbe essere garantito, trasformando uno degli angoli più belli di Roma in una giungla. Lo testimoniano i lampioni inghiottiti dai dehors che circondano il Giordano Bruno. Il danno procurato alla città non è solo economico, ma soprattutto sociale.

È emblematico il caso del ristorante in piazza della Cancelleria 86. A settembre fu sanzionato dalla polizia municipale perché, sprovvisto dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico, aveva invaso i 3 posteggi riservati ai portatori di handicap di fronte alla suo ingresso, con un paio di vasi e una lavagnetta.

Repubblica documentò la violazione il 20 settembre scorso. Scattarono i controlli. Ieri, a distanza di quasi sei mesi, il ristoratore è tornato alla carica. La situazione allora descritta (tra le tante) dal 35enne Stefano Asaro, giocatore di rugby e tetraplegico da quando ne aveva 18 a causa di un incidente, non solo non è stata sanata, ma è peggiorata.

Al centro delle strisce gialle disegnate sui sampietrini a delimitare i tre posti auto riservati ai disabili in piazza della Cancelleria, sono spuntati otto tavolini, una lavagnetta che indica il menu del giorno e un nono tavolino “da esposizione”.

Il ristoratore al civico 86 si giustifica denunciando la mancanza della segnaletica verticale. “Senza il cartello che indica il posteggio riservato, lo sa che succede? – esordisce Leo, il responsabile del locale – che i vigili, le auto parcheggiate senza il permesso non le possono multare. Mentre a noi continuano a farci i verbali”. L’ultima sanzione risale alla settimana scorsa.

“Erano 20 giorni che c’era una Panda nera abbandonata senza il permesso al centro delle strisce gialle – continua Leo – abbiamo sollecitato la rimozione per giorni, quando alla fine sono venuti i vigili ci hanno detto che la macchina non potevano multarla perché mancava la palina, mentre a noi ci hanno fatto il verbale”. Il responsabile del ristorante assicura che “se viene una macchina col permesso i tavoli li tolgo, ci mancherebbe: ma basterebbe che spostassero i parcheggi per permetterci di

richiedere l’occupazione di suolo pubblico”. I caschi bianchi del I gruppo Trevi ieri sera sono tornati a ripristinare la legalità.

Eppure, da lì, è sufficiente spostarsi in piazza Campo de’ Fiori per documentare altri abusi. Gli ombrelloni del bar al civico 47 inglobano perfino un lampione. “È normale, qui tutti si allargano – ammette il responsabile, Eugenio – se noi guadagniamo di più anche i fornitori incrementano gli incassi”.

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