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7 giu

Roma, politici corrotti: la Corte dei conti chiede danni per 20 milioni

Più di 20 milioni. Per l’esattezza 20.864.398,61 euro. Tanto, secondo la procura della Corte dei conti, è costata Mafia capitale alle tasche dei romani. I viceprocuratori Ugo Montella e Massimiliano Minerva hanno chiuso la loro inchiesta e ora tremano in 21 tra politici, manager e dirigenti del comune e delle sue partecipate: oltre alla condanna in sede penale, rischiano di veder svuotati i propri conti in banca. Nella lista per Ama ci sono l’ex ad Franco Panzironi, la sua segretaria Patrizia Caracuzzi e i due dg Giovanna Anelli e Giovanni Fiscon. Per Eur Spa ecco l’ad Riccardo Mancini e il dirigente Carlo Pucci, mentre il funzionario Claudio Turella e i direttori Fabio Tancredi e Gaetano Altamura rischiano il processo per gli affidamenti diretti e le proroghe dei bandi del dipartimento Ambiente del Campidoglio. Ancora, il big Luca Odevaine e il dirigente Angelo Scozzafava per i bandi dei Cara, i campi rom e l’appalto del Cup regionale. Assieme agli ultimi due, per il dipartimento Servizi sociali ci sono anche i funzionari Salvatori e Romani. Infine, tra Pd e Pdl, la compagine politica: l’ex presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti e il segretario Franco Figurelli, il capo di gabinetto di Alemanno Antonio Lucarelli, l’ex presidente del municipio X Andrea Tassone, i consiglieri comunali Daniele Ozzimo, Pierpaolo Pedetti e Giordano Tredicine, e il consigliere regionale Luca Gramazio.

A loro la procura della Corte dei conti chiede di restituire il danno causato al Comune tra il 2011 e il 2014. A Buzzi e Carminati hanno assicurato gare per 90 milioni di euro: 33 sono arrivati grazie agli appalti Ama, 13.6 da Eur Spa, 8.1 dal dipartimento Ambiente e 15.4 da quello per i Servizi sociali, 600 mila euro da Ostia e 20 milioni dal dipartimento Politiche abitative. Per quantificare il danno, i pm contabili hanno utilizzato quattro criteri. Un 10 per cento, 9 milioni di euro, dell’importo dei bandi ottenuti dal ras delle coop e dal “cecato” dovrà essere restituito per la lesione delle norme a tutela della concorrenza. Altri 9 milioni per aver violato il principio di buon andamento dell’azione

amministrativo e aver causato quella paralisi degli uffici comunali che continua ancora oggi. Ai 21 imputati sarà chiesto di restituire anche il milione e gli 864 mila euro spesi dal Campidoglio per gli straordinari dei suoi dipendenti: dopo lo scoppio del bubbone del “Mondo di mezzo” hanno dovuto fare le ore piccole per aiutare investigatori e pm. Un altro milione dovrà essere restituito a Mef, Viminale e Anac: tanto sono costate le loro relazioni su Mafia capitale.

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