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29 giu

Roma, posta in ritardo multe alla sede di Prati

Sulle inadempienze e inefficienze degli uffici postali romani c’è un’ampia letteratura tra segnalazioni e denunce dei cittadini. Ora, però, a certificare il girone dantesco in cui finiscono migliaia di notifiche di atti giudiziari ci pensa l’Authority per le comunicazioni. L’Agcom ha multato l’ufficio postale del quartiere Prati, infliggendogli una sanzione da 200mila euro: 50mila euro alla sede di viale Mazzini e 150mila al Centro primario di distribuzione (Cdp) di via Andreoli.

Perché? Le cartoline di ritorno degli atti giudiziari anziché essere restituite nel termine di 10 giorni, come previsto dalla legge, giacciono impolverate a distanza di mesi ancora nei magazzini delle poste di Prati. “È stato rinvenuto – scrive l’Agcom – un numero molto elevato (circa tremila) di avvisi di ricevimento giacenti, non recapitati e non affrancati. I responsabili del Cdp hanno dichiarato in sede ispettiva di non essere in grado di quantificare il ritardo accumulato – comunque superiore ai due mesi – nella lavorazione dei tremila modelli”.

Finisce, dunque, sotto accusa la condotta di Poste italiane sulla notificazione degli atti giudiziari a mezzo posta. Gestione particolarmente grave, spiega l’Authority, perché “la società ha il servizio riservato in via esclusiva quale fornitore del servizio universale postale”, fatto che comporta “l’impossibilità, da parte dell’utenza, di poter richiedere ad altri operatori il servizio di notifica degli atti giudiziari con l’utilizzo del servizio postale”.

Il consiglio del garante per le comunicazioni ha così deciso di infliggere multe salatissime soprattutto perché “la norma violata incide negativamente sull’attività giudiziaria, in particolare su quella processuale penale,

con effetti negativi sul corretto esercizio del diritto di difesa”.

La società prova a difendersi: “Il presunto disservizio era da attribuirsi ad un disguido di lavorazione”. Disguido ritenuto troppo grave dall’Authority visto che “le medesime violazioni sono state riscontrate anche in altri centri di produzione”, il che è “indice di una evidente anomalia nella gestione del servizio di notifica degli atti giudiziari”.

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