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9 nov

Roma, presidente IV municipio: “Stop segnalazioni minoranza a uffici tecnici: creano allarme”

Basta per i consiglieri di minoranza inviare lettere agli uffici tecnici. Basta segnalare loro un cassonetto straripante, un marciapiede divelto, un semaforo non funzionante, un albero pericolante e così via. Perché questo, “sebbene non vietato, può generare una preoccupazione e una ‘deriva all’azione’ che può andare oltre il loro ambito e le loro competenze, fino a configurare una vera e propria trasgressione degli indirizzi politici del consiglio di maggioranza e delle direttive di giunta”. È quanto appare in un documento firmato dalla presidente del IV municipio, Roberta Della Casa (su carta intestata dell’assessore ai Lavori Pubblici, Ambiente e Sicurezza del parlamentino), e inviato – tra gli altri – ai presidenti delle commissioni e a tutti gli altri municipi. I consiglieri, insomma, dovranno attenersi “all’art. 7 comma 3 dello Statuto di Roma Capitale, che prevede la sola possibilità di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni e risoluzioni”.

Immediata la reazione delle opposizioni. A partire, com’è ovvio, proprio dal IV. “Quanto scritto in questo documento lede tutti i diritti dei consiglieri – spiega Massimiliano Umberti, consigliere Pd – è uno scandalo, il Movimento 5 Stelle sta mettendo il bavaglio all’opposizione, con lo scopo di limitare l’attività politica a chi la pensa in maniera diversa. E dire che dichiarano di ascoltare sempre tutti!”. “Gravissimo quanto pacchiano l’attacco della presidente Della Casa – aggiunge Gianni Ottaviano, FdI – che intima ai consiglieri di non svolgere le funzioni che la legge e le normative vigenti viceversa gli consentono. Siamo davanti a un tentativo di mettere il bavaglio per impedire la verifica di atti e procedure della sua giunta”. D’accordo anche Dino Bacchetti di Fi: “Questo sarebbe il nuovo che avanza? Sembra di essere tornati al Ventennio fascista!”.

La protesta dilaga anche negli altri municipi. “Siamo passati da trasparenza e partecipazione al bavaglio”, spiega Maurizio Veloccia, ex presidente dem dell’XI municipio, mentre dal VI il consigliere Pd Dario Nanni parla di “follia, una cosa che non sta né in cielo, né in terra”. Dal XII municipio la dem Cristina Maltese spiega che questo documento “non rispetta quelli che sono gli equilibri democratici, le minoranze rappresentano i cittadini perché sono stati eletti. Impedire questo significa impedire un esercizio democratico corretto e legittimo”. D’accordo anche Giovanni Picone, consigliere FdI della XII circoscrizione: “Queste censure possono farle sul blog di Grillo se vogliono. La sindaca Raggi prenda subito le distanze da questa follia”. I consiglieri “di maggioranza e di minoranza – aggiunge la presidente dem del municipio I, Sabrina Alfonsi, che come gli altri minisindaci ha ricevuto il documento – hanno tutti le stesse prerogative e gli stessi compiti. Piuttosto, se fossi nella presidente Della Casa, una lettera simile la scriverei ai miei di consiglieri. Ché con molta arroganza fanno cose che sono di prerogativa della giunta e non del consiglio”.

La minisindaca del IV municipio però si difende: “Finora la parte politica è stata abituata a inoltrare le proprie richieste direttamente ai singoli enti operanti sul territorio senza la condivisione con l’aula o con la giunta. Fermo restando il pieno diritto di accesso agli atti e di tutti quegli strumenti previsti dal regolamento per i consiglieri, ho deciso di emettere una nota che

ripristini il rispetto dei ruoli. Capitava spesso, ad esempio, che un singolo consigliere intimasse all’Ama di procedere a un singolo servizio. Nella nota, tuttavia, era riportato un refuso e oggi è stato protocollato un errata corrige che sottolinea il rispetto delle procedure per tutti i consiglieri e non solo per le opposizioni perché la legge è uguale per tutti”. Anche se l’oggetto della lettera era: “Sulle lettere dei consiglieri di minoranza”.

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