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21 mag

Roma, proposta M5S: “Abrogare parità di genere in giunta e municipi”. Pd: “Colpo di mano”

Una proposta di modifica diventa un caso in Campidoglio. Con le elette del Pd a palazzo Senatorio sul piede di guerra. Perché ad essere a rischio, per le consigliere dem, c’è la parità di genere, ovvero il principio che impone che uomini e donne siano ugualmente rappresentati all’interno degli organi di governo cittadino e non solo.Tant’è che al di là della trasformazione della commissione delle Elette in commissione Pari opportunità – con contestuale riduzione del numero delle rappresentanti – l’M5S, nella proposta di modifica dello statuto di Roma capitale, si appresta ad abrogare il principio di parità sia nella giunta capitolina sia nelle giunte dei municipi.

La proposta di modifica. È firmata da 17 consiglieri M5S, infatti, prevede che siano modificati il comma 3 dell’articolo 25, quello che disciplina la composizione della giunta capitolina e il comma 21 dell’articolo 27, relativo alla giunte dei municipi. Nelle versioni attualmente in vigore, entrambi i commi stabiliscono che “fra i nominati è garantita la presenza, di norma in pari numero, di entrambi i sessi, motivando le scelte difformemente operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità”. La nuova versione, invece, prevede solo genericamente che “fra i nominati è garantita la presenza di entrambi i sessi”. Una modifica che per la consigliera Giulia Tempeda del Pd, si regge “su cinque parole chiave che toglierebbero di fatto la parità di genere, garantita dall’articolo comma 3 del del Testo unico degli enti locali”. E infatti ora, sulla vicenda le opposizioni annunciano battaglia in Aula, dove il provvedimento arriverà una volta terminato il giro di pareri che dovranno arrivare dai municipi. Una volta in Assemblea capitolina, lo statuto potrà essere modificato con il voto favorevole dei due terzi dell’assise in prima battuta, poi, nel caso il quorum non fosse raggiunto, basterà la maggioranza assoluta. Ma Tempesta, però, avverte: “Se dovesse passare in Aula questa proposta di modifica siamo pronte a impugnarla in tutte le sedi a partire dal Tar”.

Le reazioni. Nel frattempo che l’iter inizi il suo cammino le consigliere del partito democratico lanciano il primo avviso al Movimento 5 stelle. E tutte insieme scrivono in una nota: “Ancora una volta ci troviamo a dover intervenire per ricordare alla maggioranza grillina in Campidoglio che per svolgere il ruolo di amministratori è indispensabile studiare e non lanciarsi in pericolose improvvisate dell’ultima ora”.

Aggiungendo: “Oggi ci accorgiamo che, con la proposta di modifica dello statuto di Roma Capitale, con un vergognoso colpo di mano, vengono eliminate le parole chiave per la rappresentanza di genere e la parità di entrambi i sessi nelle giunte capitolina e municipali Il comma 3 dell’art. 25 e il comma 21 dell’art. 27 attualmente in vigore, infatti, recitano che fra i nominati deve essere garantita ‘la presenza, di norma in pari numero, di entrambi i sessi’. Un atto per di più illegittimo dato che, con questa modifica, si superano le norme del Testo unico degli enti locali. Non vorremmo che, con questa modifica, il Movimento 5 Stelle voglia creare un pericoloso precedente. Noi su questo daremo battaglia. Ci aspettiamo che la prima sindaca donna di questa città richiami la sua maggioranza a ben più miti consigli”.

La replica. Alle consigliere dem risponde Gemma Guerrini, presidente della Commissione elette del Campidoglio, per la quale “l’opposizione, capitolina e municipale, dà prova di non conoscere la materia di cui parla” e “solo ora si accorgono delle modifiche e dell novità che stiamo apportando alla carta fondamentale dell’amministrazione capitolina”. Per Guerrini i dem al Campidoglio quindi sono “legati al superato concetto delle “quote rosa” e ignorano, chissà se volutamente o per mera ignoranza, quanto prescrive la legge 7 aprile 2014, n. 56, all’articolo 1, comma 137, che garantisce la parità di genere. Vogliamo ricordare, inoltre, al Pd e ai municipi che con il M5S la Capitale d’Italia ha la prima sindaca donna”.

M5S: “Fake news”. E alle sue parole si aggiungono quelle del presidente della commissione Roma Capitale Angelo Sturni, che su Facebook parla di “Fake news del giorno”. Nel post poi aggiunge: “Nessuna abolizione delle pari opportunità anzi il contrario. Modificando lo statuto di Roma Capitale il M5S ha proposto l’istituzione della Commissione delle pari opportunità proprio per

mettere il tema al centro dell’azione politica. Inoltre, lo Statuto di Roma Capitale prevede che nelle giunte capitoline e municipali sia prevista una quota di rappresentanza di uomini e donne di pari numero. Invece la legge 7 aprile 2014, n. 56, all’articolo 1, comma 137, prevede che ogni sesso sia rappresentato in misura non inferiore al 40%. La proposta prevede il ritorno a questo parametro: si potranno avere giunte comunali e municipali con 60% donne e 40 uomini e viceversa”.

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