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14 mag

Roma, racket delle case a Ostia condannato a 5 anni e 4 mesi Di Silvio

Insieme ad altri 9 esponenti della famiglia Spada, suoi cugini, aveva estorto l’appartamento a una giovane coppia che regolamente aveva ottenuto un alloggio nelle case Ater di Ostia. Per Nando Di Silvio, l’unico dei 10 arrestati nell’aprile del 2016 nell’ambito dell’operazione Sub urbe ad aver scelto il rito abbreviato, è arrivata una condanna a 5 anni e 4 mesi, emessa dal gip Massimo Battistini. “Il giudice dispone che Di Silvio Nando – si legge nel dispositivo – a pena espiata, sia sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni”. I dieci, nove dei quali invece sono a processo col rito ordinario, sono accusati a vario titolo di lesioni personali aggravate, tentata estorsione e detenzione di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.

Una condanna durissima, considerata la scelta del rito abbreviato, che però non si esaurisce con gli anni di carcere e il riconoscimentodel metodo mafioso. Di Silvio infatti, ha stabilito il gip Battistini, dovrà risarcire la giovane coppia a cui ha estorto un appartamento nei palazzi dell’Ater affidato loro dalla Regione,

in totale 80mila euro, 40 ad ognuno. Pagamento della provvisionale “immediatamente esecutiva per legge”, si legge nel dispositivo della sentenza.

Un risarcimento elevato che ha il sapore di un incentivo, per le vittime di estorsione e racket, alla denuncia. Oltre alle due vittime, anche tutte le associazioni Antimafia – da Libera alla Caponnetto – la Regione Lazio e il Comune, che si erano costituite parti civili nel processo dovranno essere risarcite da Nando Di Silvio.

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