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28 mag

Roma, raffica di incidenti causati dai blocchetti. L’ipotesi di una gang

Dopo i sassi lanciati contro le auto in corsa scatta un nuovo allarme sulle strade della capitale: i blocchetti di cemento sulle carreggiate. Posizionati all’uscita delle gallerie, in tratti poco illuminati tra le 3 di notte e le 6 del mattino. Dallo scorso gennaio sono state 12 le segnalazioni in altrettanti incidenti registrati sulla via Pontina, la via Cristoforo Colombo, la via Flaminia e la via Aurelia dove all’alba di giovedì sono rimaste coinvolte cinque auto. A lanciare l’allarme è stata la prima vittima che non ha potuto far nulla per evitare il blocchetto.

Era posizionato nella parte laterale della strada, all’altezza di via della Monachina. E nulla hanno potuto gli automobilisti che la precedevano di pochi metri. Le auto sono così rimaste coinvolte in un maxi tamponamento a catena. Nessuno è rimasto ferito ma all’arrivo della pattuglia della polizia Municipale, la prima operazione dei caschi bianchi è stata quella di rimuovere il blocchetto di cemento e mettere in sicurezza la strada: “Non mi sono accorta che la strada nella parte laterale non era libera”, ha raccontato visibilmente sconvolta la donna che era al volante dell’auto finita contro il blocchetto. “L’ho colpito in pieno e ho perso il controllo. Poi ho sentito lo schianto delle altre macchine. È stato terribile, credevo mi sarebbero finite addosso “.

E l’allerta resta altissima anche sulla via Pontina, all’altezza di Castel Romano, dove sono stati due gli incidenti analoghi nel mese di marzo. Così come è avvenuto tra gennaio e febbraio sulla Colombo e sulla via Flaminia. Tutti con lo stesso epilogo: macchine distrutte contro il blocchetto e tanta paura per le vittime. Un’escalation di episodi su cui gli agenti della Municipale stanno ora indagando per attentato alla sicurezza stradale. Perché da quanto è emerso dai rilievi e dalle testimonianze, quei blocchetti vengono posizionati intenzionalmente: “Sono blocchi molto pesanti – spiegano i caschi bianchi – e non possono finire per caso proprio in mezzo alle carreggiate. È davvero pericoloso e stiamo facendo il possibile per chiudere il cerchio quanto prima”.

Tra le ipotesi non c’è solo quella del gesto sconsiderato. Secondo le testimonianze raccolte, in più di un’occasione, le vittime sarebbero state avvicinate subito dopo l’incedente da camionisti e carristi

privati che si sono offerti di agganciare le auto. Come sulla via Aurelia: il carro attrezzi di una ditta era sul posto ancora prima dell’arrivo dei vigili. Durante gli accertamenti si è poi scoperto che il mezzo era sprovvisto di assicurazione. E anche dopo altri incidenti si è notata la tempestività dei carrottrezzi.

“Prima di aderire alle richieste di rimozione è bene attendere l’arrivo delle nostre squadre “, raccomandano dalla Municipale

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