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28 set

Roma, Raggi-talent: audizioni al buio per un posto da assessore

Somiglia molto ai provini di XFactor il casting organizzato in Campidoglio per individuare una delle figurine mancanti a scelta fra assessore al Bilancio, assessore alle Partecipate e capo di gabinetto, che la squadra di governo grillina si è persa per strada quasi un mese fa, senza riuscire a sostituirle.

A svelarci tutti i particolari di una “caccia all’uomo” dai contorni surreali è una delle persone contattate e poi “visionate” dal team di selezionatori che sta cercando invano di completare la giunta. Per archiviare una volta per sempre la lunga catena di errori commessi fin qui, fra nomine firmate e poi rimangiate con un post su Facebook (De Dominicis), colloqui conclusi con un cortese «no, grazie» (Mario Canzio), accordi presi e infine saltati in extremis (Salvatore Tutino).

Incidenti che tuttavia non sembrano aver fiaccato l’entourage di Virginia Raggi, che ancora ieri si diceva sicuro di «chiudere la partita entro fine mese», che poi sarebbe domani, procedendo con una nuova scrematura dei curricula esaminati nelle ultime settimane. «Stiamo riconsiderando alcuni nomi, in principio scartati, per verificare se i criteri sinora applicati non siano stati eccessivamente rigidi», rivela uno dei fedelissimi della sindaca. Rimasto «sorpreso» dal gran rifiuto di Tutino: «Qui non se l’aspettava nessuno», ammette, «ma siccome i matrimoni si fanno in due, ora tocca ricominciare».

Indiscrezioni confermate dalla stessa Raggi: «In settimana arriveranno i nomi degli assessori», ribadisce in mattinata a margine di un convegno all’Ergife. «Ho spacchettato le deleghe come da mia idea iniziale perché la riorganizzazione delle partecipate deve essere gestita autonomamente da bilancio e patrimonio. Quando arriveranno, ve li comunicherò». Nella speranza che non ricapiti quanto accaduto con l’ultimo dei prescelti: per giorni il giudice Tutino — che la settimana scorsa aveva accettato l’incarico al Bilancio — ha aspettato una investitura ufficiale da parte della sindaca; per giorni ha assistito in silenzio all’attacco concentrico dei parlamentari cinquestelle, senza che una parola a sua difesa fosse pronunciata dal Campidoglio. Finché non ce l’ha fatta più ed è sbottato.

Una scena che potrebbe ripetersi, se le modalità resteranno quelle adottate con la decina di candidati chiamati a colloquio nello studio con vista sui Fori. Dove ad attenderli hanno trovato la seguente formazione: Raggi, il vice Frongia, l’onnipresente Marra, il portavoce Fulgione e il capo segreteria Romeo.

Racconta uno dei convocati, dietro promessa di non rivelare la sua identità: «Un giorno, intorno a metà settembre, dalla segreteria della sindaca mi chiamano per fissare l’incontro che si sarebbe dovuto tenere la sera stessa. Sono entrato ed uscito dal Comune in perfetto anonimato, anche perché mi hanno raccomandato massima riservatezza. Io non conoscevo nessuno, ci siamo presentati, mi hanno detto che avevano letto il curriculum e mi hanno riempito di domande

sul mio lavoro, i miei interessi, le mie motivazioni. Non mi hanno spiegato per quale posto ero in ballo, ma non mi è stato difficile capirlo. Alla fine si sono congedati con un vago “le faremo sapere”, da allora però non li ho più sentiti».

Una via di mezzo tra talent-show e appuntamento al buio. Ma il tempo stringe: forse entro 48 ore sapremo chi ha vinto il concorso per il miglior assessore al Bilancio e alle Partecipate di Roma Capitale.

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