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5 ott

Roma, rintracciato a Termini algerino sospettato di terrorismo: espulso dall’Italia

Quando gli hanno chiesto un documento d’identità, Bachir Hadjadj non ha fatto una piega. “Non ce l’ho”, ha replicato sotto i portici della stazione Termini. Pochi secondi dopo per il 36enne sono scattate le manette. Algerino, sospettato di aderire a gruppi terroristici di matrice islamica, è stato arrestato giovedì mattina dai carabinieri grazie alle foto diramate dall’Interpol. A riconoscerlo è stato un militare di solito in servizio nelle strade attorno al più grande scalo ferroviario d’Europa. Lo aveva già visto bivaccare con un gruppo di connazionali e quando sul suo cellulare è apparso il ritratto del nordafricano ha subito avvertito il nucleo investigativo e i superiori della compagnia del centro storico: “So chi è questa persona e dove trovarla”.

Bachir Hadjadj era stato espulso per tre anni dall’area Schengen dal Belgio ed era stato rimpatriato lo scorso 8 maggio: in carcere, dove era finito per una rapina, inneggiava ad Allah. Ora sarà di nuovo allontanato: irregolare sul territorio italiano, l’algerino è stato prima portato all’ufficio immigrazione della questura di Roma e poi al centro di permanenza per i rimpatri di Torino. A dare l’allarme è stata la moglie del 36enne. Per giorni e giorni, mentre il marito cercava di tornare in ogni modo in Belgio, ha ricevuto messaggi e chiamate allarmanti: “Sto arrivando. Quando sarò di nuovo a casa lo saprai dalla tv”. All’ennesimo sms, la donna ha avvertito le forze dell’ordine: “Bachir sta tornando, non so cosa abbia in mente”. Una segnalazione che ha fatto scattare sull’attenti il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia: mercoledì la foto e le prime informazioni sugli spostamenti dell’uomo hanno iniziato a fare il giro delle caserme e dei commissariati di tutta Europa.

Il presunto terrorista (sono in corso tutti gli accertamenti per verificare le reali motivazioni per cui l’algerino si trovava a Roma e voleva tornare in Belgio) ha passato alcune settimane in una guest house per migranti. Poi si è imbarcato su un barcone in Algeria, diretto in Italia. Tra il 24 e il 25 settembre è

riuscito a raggiungere Cagliari. Poi, qualche giorno dopo, è salito su un traghetto Tirrenia, destinazione Civitavecchia. Quindi Roma, dove i carabinieri gli hanno trovato ancora il biglietto della nave in tasca. Borseggi, piccolo spaccio: il nordafricano, una volta arrivato nella capitale, si è subito inserito nel giro della piccola criminalità che gravita attorno alla stazione Termini. Riuscendo, però, sempre a farla franca. Fino alla denuncia della moglie.

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