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10 giu

Roma, rioccupato il Teatro Valle. Ma le forze dell’ordine lo sgomberano

Il Teatro Valle riapre, almeno per un giorno, di nuovo in occupazione. Gli artisti e gli attivisti che per tre anni lo hanno animato hanno deciso di rientrare questa mattina nella storica sala settecentesca al centro di Roma, convocando una conferenza stampa. Ma il blitz è durato solo qualche ora. Intorno alle 13.30 è esplosa la tensione davanti alla sala. Le forze dell’ordine avevano già chiuso l’accesso a via del Teatro Valle e poi hanno chiesto agli attivisti di lasciare il teatro entro le 14. Ma prima dell’orario fissato, durante le tratative, all’ingresso è scoppiato un parapiglia con l’intervento del reparto mobile in assetto antisommossa che ha fatto allontanare dalla porta del teatro i circa 50 occupanti. La tensione è durata diversi minuti poi anche gli ultimi occupanti hanno abbandonato il teatro portando via microfoni casse e e scenografie che volevano utilizzare per tenere il teatro aperto per un giorno. La sala è stata dunque sgomberata.



Davanti al Teatro Valle la tensione si allenta. Il dirigente di polizia dice: “Ci possiamo togliere i caschi” pic.twitter.com/O702VGiXpl

— Mauro Favale (@favalem) June 11, 2016


Ancora tensione e strattonamenti sulla porta del Teatro Valle pic.twitter.com/IUjlm7TvDF

— Mauro Favale (@favalem) June 11, 2016

In mattinata l’occupazione era stata annunciata da una nota in cui gli occupanti spiegavano: “Da 669 giorni e 669 notti il Teatro Valle è chiuso. Per il restauro non esiste ancora un progetto. I fondi non sono mai arrivati, i lavori non sono cominciati, la manutenzione non è stata fatta. Qui dove si sono sperimentate forme di partecipazione viva, da due anni il buio in sala non annuncia nessuna apertura di sipario”.

Riaperto il Teatro Valle, tutte e tutti qui!!

— TeatroValle Occupato (@valleoccupato) June 11, 2016




Roma: riaperto il teatro valle , di nuovo occupato! pic.twitter.com/x2QwTDiXQL

— Paola Monzini (@pillalapillaz) June 11, 2016

“Di parole in questi anni ne sono state dette molte. Niente di nuovo, da dire. Da fare invece, quello sì. C’è da affollare, da popolare uno spazio vuoto. C’è da animare dare corpo e respirare. Il Teatro Valle è un oggetto luminoso del desiderio. Oggi è di nuovo aperto: luci in sala!”. Lo stesso slogan che si legge sullo striscione srotolato all’ingresso. “La città rientra. Per trasformare un vuoto in un pieno. Per riaccendere l’immaginazione. Nel tempo denso di un giorno” proseguono gli occupanti.

“A Roma le politiche culturali e la progettualità artistica non sono mai state così disastrose. La volontà dell’amministrazione, e della sua successiva gestione commissariata, è stata quella di chiudere spazi piuttosto che aprirne di nuovi. La retorica del bando e la consuetudine delle nomine dall’alto sono strumenti di istituzioni che funzionano come soggetto privato, riproducendo modelli di gestione distanti e fallimentari, se non corrotti. Anche in questa campagna elettorale la cultura non è stato un tema di discussione, a dimostrare che non si profilano alternative rispetto alle politiche vigenti. C’è bisogno di fantasia. Dalle piazze francesi gli intermittenti e i movimenti europei ci chiamano a riprendere parola non solo sulle politiche culturali, ma sull’intera possibilità di vivere e praticare la città. Oggi non ci accontentiamo”.

Gli occupanti del Teatro Valle avevano invitato via Twitter presso la struttura i due candidati sindaco che si sfideranno al ballottaggio. “È sempre un bel giorno quando riapre un teatro? Partecipiamo? @virginiaraggi @bobogiac”, scrivono in un tweet. L’occupazione infatti, hanmno spiegato gli attivisti in conferenza stampa, era un’azione simbolica per richiamare l’attenzione sulle politiche culturali a Roma, “grandi assenti” della campagna elettorale.

E’ sempre un bel giorno quando riapre un teatro?

Partecipiamo?@virginiaraggi@bobogiacpic.twitter.com/EWySuo67k5

— TeatroValle Occupato (@valleoccupato) June 11, 2016

Dopo lo sgombero dall’account twitter del Valle occupato è arrivata una nuova domanda per gli sfidanti al Campidoglio.


violenza e sgombero anche il giorno del #RomaPride

chi comanda in questa città? @virginiaraggi@bobogiac

— TeatroValle Occupato (@valleoccupato) June 11, 2016

Il Teatro Valle era stato occupato il 14 giugno 2011, all’indomani della vittoria ai referendum sull’acqua pubblica e della soppressione dell’Eti, l’Ente teatrale italiano, che lo ha gestito fino al 2010. La proprietà è stata così trasferita al Mibact e poi, attraverso un protocollo d’intesa, al Comune di Roma. Per tre anni però a riempire il cartellone sono stati gli occupanti, organizzatisi nella “Fondazione Teatro Valle bene comune”. Fino all’11 agosto 2014, giorno dello sgombero “concordato”, al termine di una lunga e tesa trattativa con il

Campidoglio e il Teatro di Roma. Il sipario è ancora oggi abbassato però e solo quest’anno è stata confermata la spesa di 3 milioni di euro per il restauro strutturale e architettonico del teatro, da finanziare con una somma di 1,5 milioni a carico del bilancio capitolino e di 1,5 milioni del Mibact.


E’ sempre un bel giorno quando riapre un teatro?

Partecipiamo?@virginiaraggi@bobogiacpic.twitter.com/EWySuo67k5

— TeatroValle Occupato (@valleoccupato) June 11, 2016

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