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9 mag

Roma, rogo camper: morte 3 sorelle rom. “Siamo stati minacciati”. Procura: “In video persona che lancia bottiglia incendiaria”

ROMA – La procura di Roma indaga per omicidio volontario, oltre che per rogo doloso, in relazione al rogo del camper in cui hanno perso la vita tre sorelle rom: una ragazza di 20 anni e due bambine di 4 e 8 anni alla periferia di Roma. Decisiva la scoperta di tracce di liquido infiammabile all’esterno del camper andato a fuoco. Alcuni testimoni raccontano che “Venerdì sera a via Romolo Balzani è andato a fuoco un altro camper per fortuna vuoto. Quei nomadi parcheggiavano di solito vicino a villa de Santis. Vivevano qui intorno, li vedevamo spesso”. Un cliente del centro commerciale, Massimiliano, ricorda di aver visto la famiglia qualche giorno fa. “Era lunedì pomeriggio – ricorda – i bambini giocavano sul piazzale davanti al camper”. Al vaglio anche le immagini delle telecamere della zona. In particolare ce n’è una che punta su un’altra parte del piazzale. Sulla vicenda indaga la polizia. Il camper risulta letteralmente distrutto dal rogo

I superstiti: “Noi minacciati”. I familiari delle tre vittime sfuggite alla strage, gia’ sentiti dalla polizia, hanno riferito di aver subito delle minacce. Stara’ a chi indaga capire se il rogo del veicolo, dove viveva una famiglia di 13 persone, sia dovuto a una vendetta o abbia motivazioni xenofobe. Un clima di intolleranza confermato anche dalle dichiarazioni di alcuni abitanti della zona. “Furti continui in appartamenti in all’interno di auto in sosta”. Raccontano altri residenti. “La rottura dei vetri e i furti nelle macchine in particolare a via Romolo Balzani sono all’ordine del giorno – racconta Aniello – La zona è piena di immondizia e i nomadi rovistano all’interno dei cassonetti. Certo, dispiace per quello che è successo, ma c’è intolleranza tra la gente. Qui dietro c’è anche il campo di via dei Gordiani”.

Le testimonianze: “Sembrava una bomba”. “Ho sentito un boato e ho pensato a una bomba. Poi mi sono affacciata alla finestra e ho visto le fiamme altissime”. E’ il racconto di Amelia, una residente di un palazzo di via Giardino Cassandrino, a pochi metri dal parcheggio dove si trovava il camper distrutto dall’incendio della scorsa notte in cui sono morte tre sorelle di 20, 8 e 4 anni. “Non ho più dormito – ha aggiunto – sentivo urlare. Inizialmente ho pensato a qualche ragazzo che aveva dato fuoco alle auto. Quel camper lo avevo visto diverse volte, era lì all’angolo da settimane, forse mesi”.

L’incendio è divampato intorno alle 3 in viale della Primavera, nel parcheggio di un supermercato a Centocelle. Le tre vittime si chiamavano Elisabeth, Francesca e Angelica Halinovic. Nel furgone viveva una famiglia di etnia rom composta dai genitori e 11 figli.I genitori e fratelli riusciti a scappare dal rogo, sono stati ascoltati in commissariato .

Sul posto in mattinata è arrivata Virginia Raggi. “Esprimiamo cordoglio perchè quando ci sono delle vittime si rimane un attimo in silenzio. Poi c’è la procura che sta indagando sulle cause. Vi daremo aggiornamenti quando ne avremo”. Ha detto la sindaca di Roma al termine del sopralluogo. Insieme a lei anche il presidente del V Municipio, Gianni Boccuzzi, e il comandante della Polizia locale, Diego Porta.

“Mi sento in colpa pure io”: il biglietto lasciato con le rose . Un mazzo di fiori, tre rose rosse, lasciate accanto alla carcassa del camper distrutto dall’incendio. A lasciarlo un cittadino con accanto un biglietto: “Carissime amiche, mi sento in colpa pure io”. L’area del parcheggio del centro commerciale in via della Primavera, periferia di Roma, è ancora transennata. Nella carcassa carbonizzata del camper si intravede un triciclo.

Caritas: “Nuova tragedia”. “Assistiamo a una nuova tragedia in questa città dopo quella di Tor Fiscale nel 2011 in cui persero la vita quattro bimbi. Non ci saremmo aspettati un altro episodio del genere, ma purtroppo si è riverificato. Questo ci deve far riflettere”. Lo ha detto monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, che si è recato sul luogo dell’incendio.”Serve una programmazione fatta in modo più serio e attento – ha aggiunto -. Ho parlato con il sindaco e mi ha detto che l’obiettivo dell’amministrazione è il superamento. Non è una cosa semplice ma serve una progettualità a lunga gittata”.

Croce Rossa: “Morti per stigma sociale”. “Non è la prima volta che piangiamo la morte di bambini in un rogo di un camper o di un accampamento di fortuna. A febbraio 2011 quattro bambini erano morti in un rogo dentro un campo Rom, oggi ci troviamo a commentare un’ennesima tragedia dove hanno perso la vita

tre sorelle di quattro, otto e venti anni. A Roma, come in tante altre parti d’Italia, si continua a morire di esclusione sociale e di stigma”. Lo dichiara il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca. “Invece di versare lacrime amare dopo – aggiunge Rocca -, le istituzioni dovrebbero moltiplicare gli sforzi per arrivare nelle troppe zone grigie della nostra società, dove vivono gli ultimi, gli esclusi, i vulnerabili, gli invisibili”

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