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17 mag

Roma, salva la materna dentro Galleria Borghese

È salva la materna all’interno della Galleria Borghese, “Il Giardino Incantato”. Una decisione temporanea – ma che per il momento scongiura l’ipotesi di “sfratto” per gli 80 bimbi della scuola – a cui si è arrivati in seguito a un incontro al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali con la coordinatrice dell’asilo, i rappresentanti dei genitori e il municipio.

A chiedere gli spazi di Villa Borghese in via Pinciana 10 era stata – tra marzo e aprile – la direttrice della Galleria che ospita la collezione di Scipione Borghese, Anna Coliva, dato che secondo la direzione della struttura si tratterebbe di un “uso improprio”. Lo scopo? Permettere a visitatori e cittadini di usufruire di quegli spazi. Il Comune aveva però congelato la richiesta in attesa del nuovo sindaco.

A creare ulteriore agitazione, nelle ultime settimane, era stato uno scambio di lettere tra la direzione della Galleria Borghese e il municipio. Mentre il secondo esprimeva un disappunto per diversi motivi, tra cui di ricollocazione degli 80 piccoli alunni, la Coliva rispondeva che “pur assorbendone il messaggio intrinseco, i piccolissimi non avrebbero” compreso appieno “la presunta fortuna di questa condizione”, cioè di venir educati all’interno di uno dei siti culturali più importanti d’Italia.

“Nelle scorse settimane – racconta l’assessore alla Scuola del II municipio, Emanuele Gisci, di ritorno dall’incontro – eravamo stati messi al corrente della necessità di collocare la scuola in un altro spazio visto che in quello attuale si prospettavano diverse destinazioni d’uso da parte della Galleria Borghese. Un’ipotesi che abbiamo ritenuto irricevibile sia da un punto di vista sostanziale che simbolico ed educativo”.

Così la scuola, dai genitori alle maestre, dal personale alla giunta municipale, aveva intrapreso una mobilitazione pacifica con assemblee e incontri, tanto che il parlamentino si è appellato non solo a Roma Capitale, ma addirittura al Ministero: “Al momento non ci sarà alcun tipo di spostamento o variazione del plesso – prosegue Gisci – ma

si dialogherà nei prossimi mesi per studiare insieme al Ministero le possibili soluzioni che possano andare incontro a tutte le esigenze. Però è stata condivisa l’idea che la priorità di quel complesso rimane la nostra scuola”.

Che per ora rimane aperta, mentre il “godimento da parte della collettività” (punto ristoro o meno), come aveva scritto Coliva nello scambio di lettere col municipio II, dovrà aspettare.

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