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25 gen

Roma, San Lorenzo: sfregio dei writer alle vittime del femminicidio

Se qualcuno si poteva illudere che la bomboletta idiota dei writer si fermasse davanti al monumento di denuncia contro il femminicidio di San Lorenzo, il nuovo blitz dei vandali del colore vaporizzato ha distrutto ogni speranza di ravvedimento. Il muro di via dei Sardi dove 107 sagome bianche in girotondo ricordano le donne uccise, è stato nuovamente imbrattato da tag e lettere insulse. La guerra tra writer scriteriati e street artist va avanti.

Inaugurata nel 2012 in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’opera finisce periodicamente nelle mire dei writer. Un oltraggio alle vittime, che su quel muro si tengono tutte per mano, uguali e senza tratti distintivi, eccezion fatta per la targhetta che reca il nome di ognuna.

Non c’è lavoro dei bravi muralisti del terzo millennio — basti vedere i lavori scempiati sulle pareti del ponte ferroviario di via Ostiense — che non venga prima o poi sporcato, coperto, umiliato a colpi di bomboletta e di

scritte prive di senso. Del resto, le orde che non hanno rispetto per palazzo Falconieri di Borromini (lato Lungotevere), per le basi romane di Ponte Sisto o per palazzo Massimo del Peruzzi, perché non dovrebbero martoriare il dipinto di uno street artist? Ma l’offesa al lavoro che da sei anni in via dei Sardi — grazie a Elisa Caracciolo e a tante altre — ricorda, nome per nome, le vittime del femmincidio, è uno schiaffo a tutte le donne, a tutta la città.

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