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2 mar

Roma, Sapienza: gli studenti di Lingue occupano il rettorato per protesta

La sede di Lingue è stata spostata da Villa Mirafiori alle Ex Poste di San Lorenzo, sulla circonvallazione Tiburtina. E oggi alcuni studenti hanno inscenato una protesta per questo cambiamento: segno della “gestione miope e autoritaria del rettore”, hanno scritto sulla pagina Facebook Sapienza Clandestina, entrando a spinta dentro il rettorato e occupandolo per parlare con il rettore Eugenio Gaudio che “non si è presentato, per l’ennesima volta, per altro nel suo giorno di ricevimento”.

Gli studenti e le studentesse hanno manifestato anche per richiedere migliori servizi per la didattica nella nuova sede e perché venga aperto un sottopassaggio pedonale per accedere all’edificio, che si trova sulla circonvallazione Tiburtina, in curva. Quindi molto pericoloso.

“Lunedì gli studenti dovranno iniziare a frequentare i primi corsi in un edificio privo delle strutture adeguate” dice Benedetta Previdi, rappresentante degli studenti. “Mancano infatti le biblioteche, gli studi dei docenti e il materiale didattico”. E inoltre, anche se “da mesi è in programma questo spostamento” dichiara Matteo Castorino, coordinatore di Link Sapienza “a tre giorni dall’inizio delle lezioni, dopo continui rinvii, è stato comunicato il rinvio della didattica a data da destinarsi per motivi non chiari”.

La protesta ha avuto inizio alle 11 nel pratone della città universitaria con una lezione del professor Celani, presidente del corso di laurea di Lingue, per denunciare le carenze della nuova sede. Dopo la lezione, dopo il corteo che è arrivato fino al rettorato, e dopo l’occupazione simbolica del rettorato,

gli studenti hanno incontrato la proretettrice alla didattica Pascucci “che ha detto cose interessanti” spiega Matteo Castorino. “Ma che però non ci ha garantito niente. Le abbiamo detto e consegnato una lettera in cui chiediamo quel minimo, come l’accesso all’edificio, per poter studiare in serenità”. La mobilitazione proseguirà giovedì 9 marzo alle 11 con un’assemblea nella nuova sede Ex Poste.

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