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17 gen

Roma, scoperto supermarket della droga a San Lorenzo: 28 arresti

Un supermarket della droga aperto 24 ore su 24 a San Lorenzo, uno dei quartieri della movida romana, dove poter consumare ogni tipo di sostanza, contatti con il presunto boss del clan di Gela Salvatore Rinzivillo e rapporti con un’altra organizzazione che smerciava cocaina, hashish e marijuana in tutto il Lazio. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Roma che ha eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Dda nei confronti di 28 persone (20 in carcere e 8 ai domiciliari) accusate di far parte di un’associazione a delinquere dedita al traffico di droga. Al momento sono 26 le persone arrestate in quanto due si trovano all’estero.

L’indagine, durata oltre un anno, è partita dall’operazione contro il clan Rinzivillo che portò all’arresto di 37 persone e al sequestro di beni per 11 milioni. In quell’inchiesta i militari del Gico hanno accertato i contatti tra il presunto boss Salvatore Rinzivillo e Maurizio Pasquetto, 58enne romano: dalle indagini sarebbe emerso che l’uomo aveva una fitta rete di relazioni che gli ha permesso di rapportarsi con diverse associazioni criminali romane ed era a capo dell’organizzazione sgominata oggi. In manette anche un suo fidato collaboratore, considerato dagli investigatori il cassiere dell’associazione e magazziniere delle partite di droga. Inoltre, era proprio a casa di Pasquetto a San Lorenzo che era stato allestito il supermarket della droga.

Secondo la Guardia di Finanza, l’organizzazione guidata da Pasquetto era in contatto con un’altra associazione criminale che si occupava di smerciare la droga in tutto il Lazio. Al vertice di quest’ultima

ci sarebbe il pregiudicato Gennaro Amato che, essendo ai domiciliari in una comunità terapeutica, la gestiva attraverso dei prestanome. I soldi provenienti dalla droga venivano reinvestiti da Amato in due società di Latina operanti nel settore dell’autonoleggio di vetture di lusso, intestate anche queste a prestanome. Nel corso delle perquisizioni, la Gdf ha sequestrato le due società, oltre 70mila euro in contanti e una decina di orologi di lusso.

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