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17 lug

Roma, sedicenne violentata ai Parioli: arrestati due uomini

“Mi hanno violentata in quelle baracche, lì dentro, sono stati due nordafricani”. Poi si è accasciata tra le braccia del poliziotto ed è svenuta. Lo stupro di una studentessa sedicenne è avvenuto nel cuore della Roma bene, nella serata di ieri, in uno dei parchi più grandi della capitale, Villa Ada. Un’area verde costeggiata da ambasciate, dal Comando generale dei carabinieri, dalla prestigiosa università Luiss. È proprio lì, all’altezza della Luiss, nel centro dei Parioli, quartiere elegante ed esclusivo della città, che la ragazzina è stata violentata a turno da due tunisini, poco prima delle 20 in una delle baracche abitate da senzatetto e stranieri nell’area abbandonata al degrado della villa.

“Ero scesa al parco, stavo aspettando due mie amiche”. Poi più nulla, la minorenne non riesce a ricordare come è finita in quella dimora di fortuna. Ricorda soltanto che è stata spogliata, immobilizzata e violentata a turno dai due nordafricani. Alle 20.35 è riuscita a liberarsi e fuggire, uscendo in strada all’altezza del civico 27 di via Panama col volto livido e con una grande difficoltà a reggersi in piedi. Una volante che passava di lì l’ha notata appoggiata ad un’auto e lei ha sollevato il braccio per richiamare l’attenzione dei poliziotti. A loro ha sussurrato solo poche parole, ha indicato col dito l’esatto luogo in cui si era consumata la violenza e poi ha perso i sensi. Mentre gli agenti la portavano al vicino Policlinico Umberto I per le visite ginecologiche di rito, quattro auto della polizia sono arrivate sul posto e hanno circondato le uscite del parco.

Alcuni agenti si sono addentrati a Villa Ada: i due presunti stupratori, due tunisini di 26 e 30 anni, erano ancora sdraiati su materassi logori, stavano fumando quando gli agenti hanno fatto irruzione. Ammanettati sono stati portati al commissariato Viminale, dove già erano stati segnalati per un’aggressione a una ragazza alla stazione Termini, e ora si trovano in stato di fermo per violenza sessuale aggravata in attesa della convalida del gip. Una squadra della Scientifica ha lavorato fino a tarda notte dentro la baracca per i rilievi che saranno utili a ricostruire l’esatta dinamica dello stupro, integrata dal racconto della giovanissima vittima che sarà sentita non appena le sue condizioni fisiche e psichiche lo consentiranno.

A quanto si è appreso la sedicenne stava appunto aspettando delle sue amiche seduta su una panchina, come spesso fa. L’appuntamento nel parco – dove ci sono giochi per i più piccoli, il chiosco bar “Panamino” punto di ritrovo del quartiere – è una consuetudine per chi abita in zona e per i tanti residenti che portano i propri cani a scorrazzare lì. Cosa sia accaduto e come i due nordafricani si siano approcciati a lei ancora non è chiaro. Poi la violenza, durata trenta interminabili minuti. Quindi la fuga. La studentessa è stata raggiunta in ospedale dai genitori avvisati dalle forze dell’ordine.

Uno stupro che ha messo in allarme il quartiere e scosso la città così come qual che accadde un anno fa a due passi da Palazzo di Giustizia, quando una ragazzina di 15 anni, in vacanza a Roma, venne avvicinata da un militare della Marina che, mostrandole un falso tesserino da poliziotto, la portò in un parco in via Teulada, un’area verde degradata che costeggia gli studi della Rai e il palazzo del Giudice di Pace, e abusò di lei per un’ora.

Più recentemente, era il 27 giugno, nel cuore del quartiere più multietnico della capitale, l’Esquilino, due uomini hanno violentato una donna di 33 anni di origine somala al settimo mese di gravidanza nel cortile di una scuola. A salvarla fu l’arrivo di polizia e carabinieri che hanno interrotto lo stupro ed arrestato due romeni, entrambi con precedenti specifici. Ancora: l’11 maggio una ragazza è stata sequestrata e violentataper tutta la notte in una baracca di un insediamento nomadi in zona Prenestina, a

Roma. Pochi giorni fa l’omicidio dello studente americanoil cui assassino era un clochard che viveva in un rifugio di fortuna sul greto del Tevere: a Roma i mancati provvedimenti sul decoro urbano hanno dimostrato di portare a situazioni di degrado ingovernabile, non più solo nelle periferie, ma anche nei quartieri più esclusivi.

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